«Ti squaglio viva», e giù botte: condannato

San Giovanni Teatino, inflitti un anno e otto mesi a un 26enne: minacce con un coltello alla convivente
CHIETI. «Ti squaglierò viva, ti brucio». Così un ventiseienne, originario della Repubblica Dominicana, terrorizzava la compagna di otto anni più grande nella loro abitazione di San Giovanni Teatino. Quel giovane violento, di cui non indichiamo il nome per tutelare l’identità della vittima, ieri mattina è stato condannato a un anno e otto mesi di reclusione. La sentenza del giudice Luca De Ninis è arrivata con il rito abbreviato, una scelta processuale che ha consentito all’imputato – difeso dall’avvocato Luca Pellegrini – di beneficiare dello sconto di un terzo della pena. Il sostituto procuratore Marika Ponziani aveva chiesto due anni.
Gli episodi risalgono al 2018. La vittima, che nel frattempo ha recuperato il rapporto con l’uomo, peraltro padre dei suoi figli, non si è costituita parte civile. In base alla ricostruzione dell’accusa, il giovane ha maltrattato la convivente «sottoponendola a continue vessazioni fisiche e psicologiche e, nello specifico, percuotendola sistematicamente nel corso di violente scenate», anche sulla pubblica via e sul posto di lavoro della donna. Si trattava di discussioni «originate da futili motivi e degenerate anche in ragione dello stato di ubriachezza dell’imputato». La donna veniva apostrofata con una valanga di insulti irripetibili: «Ti ammazzo», le gridava in continuazione. Il giovane è accusato anche di aver intimorito la donna armato di coltello, «tentando di buttarle addosso della candeggina, senza riuscire a colpirla solo grazie alla prontezza di riflessi della vittima». (g.let.)
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