Tiberini: «Omnicomprensivo, perché dico sì»

Casoli. Il sindaco spiega le ragioni dell’adesione alla proposta del nuovo dimensionamento scolastico
CASOLI. Istituto omnicomprensivo: il sindaco Massimo Tiberini vuole fare chiarezza «da manipolazioni di parte e da interpretazioni allusive e fuorvianti dei consiglieri di minoranza e della sezione locale di Fratelli d’Italia». Della creazione di un istituto omnicomprensivo a Casoli si parla da tempo. «Recentemente, il 19 ottobre», afferma Tiberini, «l’assessore regionale all’istruzione e il direttore dell’Ufficio scolastico regionale hanno sollecitato le province a “lavorare” al fine di produrre delle ipotesi di dimensionamento per far fronte al calo del numero di alunni nati e frequentanti le scuole delle zone interne che accedono a istituti di ogni ordine e grado, calo che mette a rischio la sussistenza di diverse realtà scolastiche». A questo punto l’amministrazione comunale ha avviato uno studio per “fotografare” la situazione attuale e a breve-medio termine. «È emerso», continua Tiberini, «come l’unica ipotesi che porterebbe alla stabilizzazione del sistema scolastico del territorio e a scongiurare il rischio di soluzioni comunque penalizzanti (accorpamento, reggenza, perdita di indirizzi di studio), preveda la creazione di un istituto comprensivo verticalizzato, strada peraltro già percorsa da territori più popolosi e meno in declino dal punto di vista demografico (Guardiagrele, Atessa, San Salvo)».
Il 23 novembre c’è stato un incontro provinciale tra sindaci, dirigenti scolastici e rappresentanze sindacali dell’ambito scolastico. «Abbiamo ribadito con fermezza», continua il primo cittadino, «tale convincimento che è stato accolto e approvato nella seduta della conferenza programmatica di organizzazione del 13 dicembre in attesa della valutazione decisiva della Regione. Mi sembra che anche l’ufficio scolastico provinciale si sia dichiarato favorevole alla proposta di dimensionamento».
Riguardo alla polemica, Tiberini dice: «Nessuno mette in discussione il patrimonio straordinario delle scuole “De Petra” e “Marino” ma è proprio per tutelarne e conservarne il ruolo centrale, di fronte ai mutamenti sociali e demografici, che temporeggiare sarebbe rovinoso. Sostenere che non vi è alcuna urgenza di agire in maniera risolutiva nell’unica direzione che porterebbe alla stabilizzazione della situazione scolastica territoriale, dimostra una limitata percezione del problema e una scarsa conoscenza dei dati e di quanto questi siano poco propizi, con una scuola che già oggi mantiene la propria autonomia solo grazie ad una deroga temporanea».
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