Tilli: «Il Consalvi ormai è chiuso»

9 Settembre 2015

Casoli, l’opposizione: l’ospedale di comunità era criticato da chi oggi applaude

CASOLI. «Il taglio del nastro all’ospedale di comunità è stato un evento mediatico, perché l’attività vera e propria del presidio dovrà ancora partire. La struttura deve ancora essere messa nelle condizioni di operare compiutamente con mezzi, personale e attrezzature. Auspichiamo, quindi, l’imminente attuazione dei propositi inaugurali e l’immediata fruibilità della struttura. Che, in fondo, è un servizio sanitario previsto dalla giunta Chiodi, su cui noi eravamo, nostro malgrado, favorevoli ed ora lo è anche chi nel passato lo aveva osteggiato». È il commento del capogruppo della minoranza consiliare di centrodestra, Ezio Tilli, dopo l’inaugurazione dell’ospedale di comunità, aperto lunedì all’interno del Consalvi.

Un ospedale destinato a pazienti non acuti, che al tempo stesso non possono risolvere la propria patologia a casa, il quale entrerà in funzione tra 6 giorni, come annunciato dal direttore dell’area distrettuale Sangro-Aventino, Fioravante Di Giovanni, e lavorerà a pieno regime tra 15 giorni.

«Apprezziamo con cauto ottimismo l’apertura dell’ospedale di comunità nel Presidio territoriale di assistenza “Consalvi”», dice Tilli, «ma ribadiamo che l’ospedale di Casoli, così come lo abbiamo conosciuto nel passato, è stato ormai chiuso col susseguirsi dei provvedimenti adottati nell’arco di un trentennio e non sarà riaperto. Vane sono state le tante iniziative intraprese, da cittadini ed amministratori, a difesa del presidio a cominciare dai primi anni ’90, molte con azioni ed obiettivi concreti, qualcuna con fini puramente strumentali. Ma oggi quel presidio non c’è più. Oggi c’è questa struttura che, addirittura, era stata proposta dall’ex direttore generale Asl Lanciano-Vasto, Michele Caporossi, prima del 2010. Allora si rifiutò questo tipo di attività sanitaria, mentre oggi le stesse persone plaudono al “taglio del nastro” rivendicandolo come un proprio successo politico. Si vuol strumentalizzare l’esigenza primaria dell’assistenza sanitaria per scopi elettorali, visto che a Casoli nel 2016 i cittadini saranno chiamati a rinnovare l’amministrazione comunale?», chiede Tilli. Che sulla bontà del nuovo modello sanitario non ha da ridire, anzi. Per il consigliere, oltre che essere un valido supporto per i pazienti con patologie cronico-degenerative, per terapie programmate, per processi riabilitativi post-acuzie, la struttura di comunità è anche una valida misura per decongestionare i grandi ospedali, specie se verrà replicata in più sedi secondarie ed ampliata nei numeri di posti letto disponibili sia a livello di singolo presidio, che in termini generali di Asl. (t.d.r.)

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