Tilli: «Perché tanto accanimento su di me?»

7 Marzo 2017

Asp e “San Giovanni Battista” ancora in fase di stallo. Slitta l’Assembela dei portatori d’interesse

CHIETI. «Perché tanto accanimento contro di me?». Mentre infuria la polemica sugli istituti riuniti “San Giovanni Battista” e sulla costituenda Asp (Azienda di servizi alla persona), Concezio Tilli, il funzionario della Regione designato a far parte del cda della Asp, bloccato da dubbi di incompatibilità, cerca di spiegare, dal suo punto di vista, il polverone che si è sollevato a partire dal suo nome. «La tesi della mia incompatibilità viene soltanto enunciata e minacciata, ma nei fatti nessuno da oltre due anni ha mai assunto un atto ufficiale per disporla», dice. «Dopo tante carte intercorse e pareri legali acquisiti, ritengo ragionevolmente di non trovarmi in nessun caso di incompatibilità ed inconferibilità dell'incarico». Il funzionario della Regione cita sia il parere richiesto all’Anac, che gli dà il via libera, che la legge nazionale che supera quella regionale che gli sbarrava le porte in cda. Della Asp in fase di costituzione Tilli è stato commissario, nominato dalla precedente giunta regionale, è dunque questo il motivo per cui Maurizio Costa, rappresentante del centrodestra nell’Assemblea dei portatori di interesse, ha designato Tilli come terzo membro del cda. Un incarico a titolo gratuito che però non è passato sotto silenzio. Tilli fornisce spunti su perché, a suo parere, sono state alzate barricate sul suo nome: «C'è un disegno particolare per i 198 posti» del “San Giovanni”? «È nota la mia posizione a mantenere il servizio in mani pubbliche». Oppure, «sarà che il mio essere stato attento commissario su vicende poco edificanti in danno dei poveri assistiti di cui oggi si sta occupando la magistratura abbia potuto infastidire qualche personaggio?» O ancora, «mi si vuol estromettere in quanto conoscitore della materia per aver provveduto alla fusione delle ex Ipab provinciali in Asp?» «Resta l'amara conclusione», dice infine Tilli, «che un ulteriore ritardo rappresenta un danno per i dipendenti senza stipendio, scoraggia i fornitori che vantano crediti pregressi di molti mesi, demoralizza i consulenti che non percepiscono remunerazione e discredita la solidità dell'ente verso gli istituti di credito. Infine, la preoccupazione più grande resta il timore del veder meno l'assistenza ai tanti soggetti "indifesi"».

Intanto l’attesa riunione dell’Assemblea dei portatori di interesse di ieri, che avrebbe dovuto ricevere la risposta della Regione sulla compatibilità o meno di Tilli, è stata rinviata dal presidente Oscar Nasuti che ha preso atto dei «gravi motivi familiari» di Costa. Proprio Costa avrebbe dovuto fare il nome del sostituto di Tilli in caso la Regione lo avesse definito incompatibile. La Regione, a cui l’Assemblea dei portatori d’interesse aveva rinviato la palla su Tilli, sino a ieri, nonostante le richieste di fare in fretta, non aveva dato segnali di vita. La riunione è slittata a lunedì. (a.i.)