Tir sbanda sul ghiaccio Pendolari bloccati sul bus

Disavventura per i passeggeri del pullman Cerella partiti da Vasto e diretti a Napoli La protesta della Filt-Cgil: Trignina pericolosa, nessuno interviene per la pulizia
VASTO. Fermi per più di un’ora sulla Trignina a causa di un tir finito di traverso per la strada ghiacciata. È la disavventura capitata ieri mattina ai passeggeri del pullman delle autolinee Cerella che da Vasto era diretto a Napoli. All’altezza di Pescolanciano un mezzo pesante che precedeva il bus ha iniziato a sbandare a causa della lastra di ghiaccio che si era formata sulla Trignina.
«Il camion è finito contro il guardrail di destra rimanendo in bilico con la cabina e di traverso sulla carreggiata», racconta Paolo Sallese, alla guida del bus e rappresentante della Filt-Cgil nell’azienda di trasporto. Nessuno dei viaggiatori si è fatto male. Anche l’autista del camion, a parte la paura, non ha riportato gravi lesioni. «La Trignina sembrava una pista di pattinaggio», dice Sallese. «Una volta fermato il bus sono sceso per verificare le condizioni del camionista. Percorrere pochi metri a piedi si è rivelata una impresa».
Dopo l’incidente sul posto sono arrivati i soccorsi. Ma le condizioni della strada hanno creato difficoltà anche ai soccorritori. Il bus non è riuscito a ripartire prima delle 8,30 con grande apprensione dell’azienda a cui si erano rivolti i passeggeri che aspettavano ad Isernia. A causa della sosta forzata, i tempi di percorrenza si sono allungati notevolmente. Arrivati all’area di servizio San Nicola, a Caserta, non essendoci un secondo autista sul bus, il conducente si è dovuto fermare, come previsto dalla legge, per altri 45 minuti. I passeggeri sono comunque riusciti ad arrivare sani e salvi a Napoli. Sulla manutenzione della Trignina ancora polemiche. «La nevicata della notte e il brusco abbassamento delle temperature erano previste», afferma Sallese, «perché nessuno ha eseguito le verifiche sulle condizioni del fondo stradale. La strada in quelle condizioni avrebbe dovuto essere chiusa», insiste l’autista sindacalista. (p.c.)

