«Tolto alla città il raduno dei bersaglieri»

16 Maggio 2024

Oliva (vicepresidente Anb): la sezione di Lanciano e il direttivo provinciale hanno remato contro

LANCIANO. «È stata tolta a Lanciano la possibilità di ospitare il raduno nazionale 2025 dei bersaglieri. Il direttivo della sezione locale e quello provinciale hanno remato contro». A sostenerlo è il vicepresidente regionale Anb (Associazione nazionale bersaglieri), Anastasio Oliva, che si era fatto promotore della manifestazione insieme all'amministrazione comunale. In realtà, a far saltare la candidatura della città frentana per il 72° raduno delle penne nere sarebbero stati piuttosto gli attriti nati all'interno della sezione lancianese dopo il raduno interregionale dell'aprile 2023. Una manifestazione più che riuscita, tanto da far emergere la candidatura di Lanciano per il raduno nazionale di due anni dopo.
Così ad ottobre il sindaco Filippo Paolini invia al presidente nazionale Anb, generale Ottavio Renzi, una lettera di disponibilità. «Dopo averne parlato anche con il presidente della Regione Abruzzo, Marco Marsilio», spiega Paolini, «poiché per una manifestazione del genere serve un cospicuo sostegno, ci siamo determinati, ritenendo che possano sussistere le condizioni, a candidarci quale sede del raduno nazionale bersaglieri dell'anno 2025». Da qui in poi iniziano i dissidi interni alla sezione di Lanciano (da gennaio 2024 presieduta da Antonio Ammirati, prima da Vittorio Oliva), che si sente “scavalcata” nell'organizzazione dell'evento e, in una nota inviata alla sede di Roma dell'Anb, dichiara che non ci sono le condizioni per organizzare il raduno a Lanciano. Secondo Oliva, sarebbero state date come motivazioni la mancanza di fondi e l'incapacità della città di ospitare, per carenza di parcheggi, l'afflusso di bus per accogliere i fanti cremisi provenienti da tutta Italia. «Ma è falso», sostiene il vice presidente regionale, «il Comune si doveva impegnare solo per la logistica e non per dare un contributo in moneta. E poi solo nell'area Fiera si possono ospitare più di mille bus turistici e 950 auto».
Lo scorso marzo arriva la comunicazione della bocciatura di Lanciano ad ospitare il raduno 2025. Lo stesso sindaco, in una seconda lettera di aprile, testimonia «la delusione della nostra comunità». «È una ripicca del nuovo direttivo della sezione Lanciano e di quello provinciale», sostiene Oliva, «incapaci di organizzare eventi, che avrebbero portato nella nostra città tra 20mila e 40mila bersaglieri. Senza il mio apporto non si sarebbe tenuto neanche il raduno interregionale. Per l'evento del 2025 avevo già messo in piedi il comitato organizzatore, fatto fare il logo e programmate 34 delle 54 fanfare che sono obbligatoriamente previste. Ci ho sempre creduto e ci credo ancora che il raduno nazionale si possa fare a Lanciano». Per il 2025, intanto, è stata scelta la città di Marsala, in Sicilia. «Il direttivo lancianese si dovrebbe dimettere», chiude Oliva, «e dove non lo facesse, chiedo ai vertici nazionali di nominare un commissario».
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