Topi e serpenti dal potabilizzatore Scatta l’esposto

Da anni l’Aca non provvede alla manutenzione dell’impianto Un residente si rivolge alla Asl: subito interventi di bonifica
CHIETI. Una savana paludosa che ospita un piccolo zoo di animali molesti e pericolosi per la salute di chi è costretto a conviverci.
Sì perché in via Fosso Paradiso, allo Scalo, oltre alla invasione di zanzare e vespe, il signor Lucio Iannetti deve difendersi anche da ratti e serpenti che sconfinano dal potabilizzare dell’Aca, costruito nel 2000 e mai messo in funzione, nel cortile della sua abitazione.
Disagi che vanno avanti da anni, ma che la proprietaria dell’immobile abbandonato a se stesso non ha mai preso in considerazione. Così, lo scorso 21 giugno scorso, Iannetti ha deciso di presentare un esposto alla Asl per sollecitare interventi di bonifica.
«Sono esasperato» racconta l’uomo «quella struttura non ha mai funzionato e da più di cinque anni l’Aca, proprietaria dell’immobile, ha provveduto a una manutenzione sempre più sporadica. Il risultato? La mia abitazione è circondata da una sorta di savana popolata da zanzare, ratti e serpenti. Un pericolo per la salute della mia famiglia che in estate si aggrava col disagio di dover tenere porte e finestre chiuse per evitare l’invasione di animali indesiderati».
All’esposto del signor Iannetti è seguito, due settimane fa, il sopralluogo dei tecnici della Asl. «Che hanno riconosciuto tutti i problemi riportati nella mia lettera. Mi è stato assicurato che l’Azienda sanitaria locale avrebbe intimato all’Aca di provvedere immediatamente alla pulizia dei luoghi di sua pertinenza come previsto da una ordinanza sindacale. Altrimenti sarebbero partite multe salate al suo indirizzo».
Lucio Iannetti aspetta con impazienza che L'Azienda comprensoriale acquedottistica (Aca) si dia da fare assolvendo a un dovere dal quale, per legge, non può esimersi. «Ho segnalato anche la perdita di acqua da alcune grosse condotte dell’impianto» riferisce l’uomo «ma anche questo problema non sembra interessare un’azienda che al contrario dovrebbe avere più rispetto del bene prezioso che gestisce».
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