Toppeta: sciolgo il comitato per il centenario

11 Marzo 2019

Lanciano calcio, lite col club di De Vincentiis: «Ma i colori rossoneri sono patrimonio della città»

LANCIANO . «Io personalmente e il comitato “Cent’anni in rossonero”, del quale oggi annuncio lo scioglimento, facciamo cento passi indietro, lasciando lo spazio a chi rivendica il diritto di festeggiare una storia che non le appartiene se non per un piccolissimo tratto»: ad annunciarlo è l’avvocato Luigi Toppeta, che appena una decina di giorni fa ha ufficializzato la formazione di un comitato per organizzare le celebrazioni dei 100 anni del calcio lancianese, che ricorrono nel 2020. Il comitato era nato con lo spirito di far gestire i festeggiamenti a un ente esterno alla società di calcio che rappresenta oggi la città, il Lanciano calcio 1920 del presidente Fabio De Vincentiis. Il club di De Vincentiis già giovedì scorso aveva curato una prima manifestazione al teatro Fenaroli. Durante la serata il capitano della squadra, Francesco Di Gennaro, aveva rivendicato il diritto della dirigenza attuale a gestire in prima persona le manifestazioni, facendo un breve ma chiaro riferimento al comitato presieduto da Toppeta.
«Nell’estate del 2016, quando il calcio a Lanciano sembrava sparito, insieme ad altri amici costituimmo l’associazione “Lanciano rossonera”», ricorda Toppeta, «facemmo non poca fatica a convincere tifosi e sportivi della necessità di acquisire la Marcianese, che al momento disputava il campionato più alto a Lanciano. Indicammo subito, tra gli obiettivi, anche quello di festeggiare il centenario: un centenario dei colori e non delle società di calcio», sottolinea l’avvocato, «perché nessuna società è nata nel 1920, e quella attuale ha la matricola della Marcianese, affiliata alla Figc non più di dieci anni fa. Da ex amministratore comunale ritengo che, come accade in altre città, l’amministrazione debba svolgere un ruolo di primo piano, proprio perché i colori sono patrimonio della città e non di singoli, e l’idea iniziale di “Lanciano rossonera” era appunto un comitato di lancianesi che operasse a stretto contatto con Comune e attuale società».
Però secondo Toppeta «si tende a confondere questioni tra loro diverse: una cosa è la storia sportiva e culturale dei colori, altra cosa è la conduzione dei campionati. Qualcuno», afferma, «in malafede, facendo leva su un equivoco, cerca di additare come “nemici del calcio lancianese” persone che si sono spese per i colori, spinti dall’amore per il rossonero e per la città, e ciò è inaccettabile». (a.r.)
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