Torna a casa dopo il dramma Primavera già fa progetti

13 Maggio 2014

GUARDIAGRELE. É appena tornato a casa e già pensa a mille iniziative, come quelle che hanno scandito la sua esistenza fino al tragico 14 marzo, quando finì sotto la sua motozappa che per poco non...

GUARDIAGRELE. É appena tornato a casa e già pensa a mille iniziative, come quelle che hanno scandito la sua esistenza fino al tragico 14 marzo, quando finì sotto la sua motozappa che per poco non gli portò via una gamba. «Sono stati tutti all'altezza», racconta, «dai soccorritori del 118 ai chirurghi vascolari che mi hanno ricostruito dall'interno la gamba. É stato un lavoro difficile, complicato». Da Chieti è stato trasferito il mese scorso a San Benedetto del Tronto, dove un intervento di chirurgia plastica ha ripristinato anche l'estetica del punto dilaniato dalle lame di acciaio. L'incidente nella serra dell'orto di casa, in via Marrucina, Gino Primavera lo ha già relegato nei ricordi. Pensa ora alla riabilitazione che gli farà acquisire di nuovo l'uso dell'arto. Il docente in pensione all'Alberghiero di Villa Santa Maria, ricercatore botanico, micologo e ristoratore ha perfino scritto un racconto mitologico su quella mattina che per poco non gli fu fatale. E lo ha donato ai suoi tanti fan di facebook. Il professore vi evoca le sue origine sannitiche e il nonno "Tatà", dagli occhi celesti che, racconta, gli è apparso in quei drammatici momenti per indicare la via della salvezza dall'attacco del mostro che si era materializzato nella motozappa. Ma poi il patron del Santa Chiara torna a parlare di cosa farà col Comitato civico che ha fondato insieme a Nello Iacovella.

«Ci siamo già consultati, col Comitato e con altri cittadini. E ne è venuto fuori che l'idea del Campus scolastico di Anello ci piace poco, per motivi che nulla c'entrano con le polemiche geologiche. Non ci è piaciuta l'amministrazione, che di recente ha fatto passare a maggioranza un progetto che invece noi vorremmo sottoporre ai guardiesi», osserva. «Ci chiediamo quanto stravolgerà il rapporto tra centro storico e cinta urbana, e se l'operazione è giustificata da vera necessità. Faremo una campagna di informazione per impedire almeno», annuncia, «che la giunta Salvi faccia come con la centrale a biomasse, prima abbracciata e poi cancellata a furor di popolo».

Apprezzamento per l'Orto Santoleri, opera che ha visto soltanto al ritorno dalla degenza. «Una bella realizzazione», dice, «a cui vorrei contribuire, insieme all'amico Ferdinando Del Vecchio, salvando l'alloro secolare che rischia di essere divorato dai batteri. Finita la cura, sono sicuro che il Parco della Maiella gli conferirà il titolo di pianta monumentale».

Francesco Blasi