Torna il medico-consigliere «Il mio cuore è in Africa»

Castel Frentano, è rientrata dal Burkina Faso l’anestesista e politico di minoranza «Ho visto cose non riportate nei libri di scuola. Poi tanta malnutrizione e malaria»
«Un’esperienza che cambia il cuore e il modo di rapportarci con le nostre realtà». Nadia Carosella, medico anestesista animatore presso l’ospedale di Lanciano, così ha commentato il suo viaggio di volontariato in Burkina Faso. Carosella, che è anche consigliere comunale di minoranza a Castel Frentano , ha parlato della sua esperienza ieri mattina in municipio, ospite del sindaco Gabriele D’Angelo, che comunque ha avuto un certo ruolo nel viaggio.
Il medico anestesista ha fatto la sua esperienza nel Paese africano insieme a suo figlio, Antonio Iarlori, laurea in Economia aziendale alla Cattolica di Milano, e a Miriam Salerno, laureanda di Scienze politiche, di Castel Frentano. Il sindaco ha messo in contatto la Carosella con padre Giacomo, missionario francescano conventuale. Il Burkina Faso, nazione nella quale recentemente c’è stato un colpo di Stato, è popolato da oltre 12 milioni di abitanti, è situato al centro dell’Africa occidentale, con l’80% della popolazione che vive in zona rurale. I Conventuali in quel Paese hanno una missione dal 2001 che comprende una ventina di villaggi che fanno riferimento alla parrocchia di San Luca, nel villaggio di Sabou.
«Sono felice di essere partita ed è certo che ritornerò», afferma Carosella. Tanti i ricordi che l’anestesista materializza ed enumera: dagli occhi dei bambini, alla miseria, dalla loro gioia al modo diverso di affrontare i problemi, dalla condivisione delle difficoltà, all’impotenza di affrontare le esigenze mediche.
«Ho visto cose che neanche sono riportate sui libri di scuola», dice il medico. «Due i problemi principali: la malnutrizione e la malaria che si manifesta in forme particolari. Qualche giorno prima di ripartire per l’Italia», racconta Carosella «è arrivato da noi un bambino malarico con 41 di febbre, 5,6 di emoglobina e 30 mila piastrine, una situazione gravissima. La mamma se l’è caricato sulla moto e l’ha portato al vicino ospedale: a un’ora e mezzo di cammino su strade sterrate. Altri problemi medici sono legati alla ginecologia. Una ragazza di 19 anni che già aveva perso un figlio è venuta da noi con un bambino avvolto in una coperta, aveva partorito per strada e aveva un’emorragia. Lì hanno dei bravissimi infermieri ma mancano medici. Non posso dimenticarli, il mio cuore l’ho lasciato da loro e farò ancora qualcosa per loro».
Carosella si sofferma sulla ospitalità dei capi-tribù, sulla condivisione del poco che hanno, sul senso del sacro. «Loro», sottolinea, «quando entrano in chiesa si tolgono le scarpe e uscendo non danno mai le spalle al tabernacolo. Si vede che con la religione hanno un rapporto intimo e non superficiale».
«Ho avuto il piacere di accogliere questi concittadini in Comune», dice il sindaco D’Angelo, che promette: «abbiamo in mente di organizzare, magari in teatro, una serata nella quale la dottoressa può parlare e far vedere a chi interverrà, le foto e i video che ha fatto durante la sua attività in Africa».
Matteo Del Nobile
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