Torna il silenzio sull’ex Honeywell Fermo il passaggio alla nuova ditta

6 Febbraio 2019

Atessa. Niente trasferimento dell’ex azienda di turbocompressori alla Baomarc atteso da dicembre Biscotti: intervenga il Mise. Labbrozzi: fiduciosi, il passaggio si farà. Manzi: accelerare il progetto 

ATESSA. È ancora in stallo il passaggio di mano tra la Honeywell (che nel frattempo ha cambiato nome optando per Garrett Advancing Motion) e la Baomarc che ha deciso di investire nel territorio abruzzese occupando l’ex stabilimento dei turbocompressori. La multinazionale americana che ha delocalizzato nei mesi scorsi le lavorazioni in Slovacchia lasciando a casa circa 400 dipendenti, non ha ancora effettuato ufficialmente il passaggio societario alla nuova azienda, né ceduto gratuitamente lo stabilimento come sottoscritto nell’accordo di un anno fa al ministero dello Sviluppo economico (Mise).
E mentre la Naspi (Nuovo ammortizzatore sociale per il sostegno del reddito dei lavoratori in caso di chiusure e fallimenti di aziende) si assottiglia sempre di più, un altro timore angoscia in questi giorni i dipendenti in attesa di ricollocazione. Giampiero Castano, il dirigente del Mise che aveva seguito la vertenza Honeywell fin dall’inizio e nei difficili mesi che hanno seguito lo sciopero a oltranza dei dipendenti e le trattative per la cassa integrazione (poi negata), è stato esautorato dal ministro dello Sviluppo economico, Luigi Di Maio. Castano era a capo dell’Unità di gestione delle vertenze per le crisi di impresa, ogni anno sovrintendeva ad oltre cento tavoli di crisi, tra cui, appunto, anche la Honeywell. Per i dipendenti della ex Honeywell la notizia è preoccupante. Il rischio infatti è che si allunghino ulteriormente i tempi di riconversione del sito e che si perda qualche pezzo dell'accordo con la Baomarc, che ha fretta di investire sul territorio.
Ma qualche spiraglio si intravede all'orizzonte. Secondo voci di corridoio la Honeywell sarebbe pronta a lasciare lo stabilimento di Atessa a partire dalla seconda metà di febbraio. Manca la documentazione ufficiale, ma ai dipendenti rimasti sarebbero state date precise disposizioni. «In questi giorni avremmo già dovuto riunirci in Regione per programmare il tavolo per la riassunzione di 162 dipendenti ex Honeywell (su 330 totali, ndc)», interviene Primiano Biscotti (Fim-Cisl), «ma al momento nulla di fatto. Questa cessione doveva essere cosa di pochi giorni e invece la stiamo trascinando da dicembre, rivolgiamo un appello al Mise e alle istituzioni regionali per accelerare la questione». «Sono sereno», dice invece Davide Labbrozzi, Fiom-Cgil, «il governo sta effettuando le giuste pressioni e fiducioso su questo passaggio del testimone». Più cauto Nicola Manzi, Uilm-Uil: «La Honeywell insieme alla Baomarc (multinazionale per la lavorazione dell'acciaio, ndc), rimarca, «definisca in tempi brevissimi il contratto. Bisogna accelerare con urgenza questa cessione e Baomarc deve impegnarsi formalmente alla riacquisizione dei 162 dipendenti come aveva dichiarato nel piano industriale presentato al ministero e alle parti sociali».
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