Torna l’acqua nelle case ma si rischiano nuovi stop

28 Dicembre 2019

Rubinetti riaperti a Lanciano e in altri 37 comuni dopo due giorni a secco  La rabbia degli utenti: «La Sasi alza le tariffe ma i disservizi non si fermano»

LANCIANO . Emergenza idrica rientrata, per ora. È tornata nella tarda serata di ieri l’acqua nei 38 Comuni rimasti a secco dal giorno di Santo Stefano a seguito di una tripla rottura della condotta dell’acquedotto del Verde a Fara San Martino. Migliaia di utenti infuriati si sono scagliati contro la Sasi, la società che gestisce il servizio idrico in 87 comuni chietini, che proprio nei giorni scorsi aveva annunciato gli aumenti delle tariffe decise dall’autorità dell’energia, che sono anche retroattive, valgono cioè dal 1 gennaio 2018 e a molti è sembrata una beffa: «Si paga di più per non avere il servizio»; «pensate a come risolvere i problemi, non a fare rattoppi che domani saltano di nuovo»; «ecco il regalo Sasi di Natale: rubinetti asciutti e bollette sempre più salate», «un mese sì e l’altro pure si rompono i tubi; ora basta»: questo il tenore dei commenti degli utenti di fronte al disagio di passare le feste natalizie senz’acqua, dopo un estate da incubo per i comuni sangrini e vastesi. La Sasi, però, ha fatto di tutto per far sì che i rubinetti non rimanessero a secco a Natale e alla vigilia, perché la falla più grande, in contrada Macchie, tra i pastifici di Fara, che perdeva 100 litri di acqua al secondo, è stata scoperta lunedì mattina. È stata tenuta a bada dalle squadre Sasi, (a cui sono arrivati unanimi i complimenti degli utenti), per arrivare almeno al 26 dicembre. Poi nel corso della riparazione si è deciso di fare altri due interventi, sempre sulla stessa conduttura, due saldature che invece si sono rivelate più complicate del previsto perché le rotture erano ben maggiori. Una rete colabrodo, insomma. «La situazione di Fara non è così drammatica come nel versante che va verso il vastese», dice il presidente Sasi Gianfranco Basterebbe, «i problemi qui più che dei tubi, che comunque hanno dai 50 anni in su, è del terreno soggetto a smottamenti continui. Dovevamo infatti fare due rilanci da Casoli verso il Vastese nel 2020, ma ne faremo uno solo, che sappiamo bastare, e gli altri soldi serviranno per le palificazioni a protezione delle condotte. La vera emergenza è sulla rete che va verso il Vastese, ma servono 30 milioni di euro per sistemarla, e i soldi non ci sono». Intanto si fanno le riparazioni per andare avanti. Questa volta tre nella zona di Fara San Martino e Casoli; interventi su tubi enormi da 80 centimetri a un metro di diametro. «Alla rottura di contrada Macchie», riprende Basterebbe, «sistemata con un collare nella parte staccata lunedì, abbiamo aggiunto un intervento di saldatura 500 metri più su e un altro lavoro che si pensava fosse minore e invece è stato quello che ha portato via più tempo. Dovevamo cambiare un giunto pressato dopo 20 anni, invece quando la squadra ha aperto il cantiere ha visto che c’era una spaccatura enorme e quindi ha dovuto ricostruire la parte di tubo che sarebbe collassato appena avremmo rimesso l’acqua». Alle 7 di ieri mattina i lavori sono finiti, l’acqua però è tornata in tarda serata nelle case degli utenti.
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