Torna l’emozione della Squilla, "Una luce di speranza per tutti"

Celebrato dopo tre anni il rito che caratterizza la città da oltre 4 secoli come cammino di penitenza
LANCIANO - «La voce del cielo ce l’ha solo a Natale», così descriveva Cesare Fagiani la Squilla. E ieri la vucetta fine della campana in cima alla Torre civica è tornata a riempire il cielo lancianese. Rintocchi di pace, perché la Squilla entr’à la mente ti squaije nu penzere malamente nche nu ndu-lin-da-li che sa d'amore, di famiglia e ricordi attesi da tre anni. E non a caso parlano di emozioni il sindaco Filippo Paolini e l'arcivescovo di Lanciano-Ortona Emidio Cipollone nell'augurare il buon Natale ai cittadini radunati in piazza. E ieri tantissime persone sono tornate a vivere appieno questa tradizione che caratterizza Lanciano, voluta da monsignor Tasso oltre 4 secoli fa, come cammino di penitenza, al suono della squilla, per ricordare il cammino fatto da Maria e Giuseppe da Nazareth a Betlemme.
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