Torna la Notte dei ricercatori, attesi oltre 10mila appassionati

17 Maggio 2022

L’università svela il programma e conferma il format classico tra spettacoli, convegni e laboratori Previsti bus navetta gratis per facilitare l’arrivo in ateneo. A Pescara si terrà l’evento introduttivo

CHIETI. Torna anche quest’anno la Notte europea dei ricercatori. L’appuntamento internazionale dedicato al mondo universitario e della ricerca è stato presentato ieri mattina in ateneo dal rettore Sergio Caputi, dal direttore generale Giovanni Cucullo e da Arcangelo Merla, delegato del rettore al terzo settore e coordinatore del comitato organizzatore dell’iniziativa che porterà in città oltre 10mila partecipanti. L’appuntamento è per venerdì 30 settembre nel campus universitario di via dei Vestini. Il tema scelto per quest’anno è “Il sapere che include”. La sede pescarese dell’ateneo non sarà dimenticata: ci sarà un prologo, intitolato “Aspettando la Notte dei ricercatori”, anche nel campus di Pescara, nelle settimane precedenti all’evento principale che si terrà nel campus universitario teatino. Il format è quello già sperimentato negli anni scorsi: i vari dipartimenti universitari apriranno le porte ai visitatori, faranno conoscere le proprie iniziative e la propria attività, con manifestazioni pensate per incuriosire il visitatore. Ci saranno spettacoli, convegni, laboratori aperti, rappresentazioni teatrali e appuntamenti musicali. Visto che la scorsa edizione sono arrivati in 10mila, nonostante il Covid, anche quest’anno si sta già preparando un piano della viabilità per far sì che la città non debba avere troppi disagi. Avvisate anche le scuole delle province di Chieti e Pescara. Ci saranno navette gratuite che porteranno i visitatori fino in università. L’anno scorso gli ospiti di punta erano stati Mogol e Alessandro Preziosi. Quest’anno i nomi non sono stati ancora svelati, ma sono comunque previste presenze di rilievo. Il rettore Caputi ha rimarcato «l’importanza per l’ateneo di aprirsi al territorio, di far capire il peso della ricaduta della ricerca scientifica nel quotidiano e di riprendere quelle che sono le normalità attività dell’università dopo le problematiche dovute alla pandemia. La Notte europea dei ricercatori serve a far conoscere l’università ma non viene organizzata per attrarre nuovi studenti. Speriamo nel bel tempo, visto che l’organizzazione delle iniziative all’aperto permette di tenere sotto controllo la situazione dei contagi, un aspetto da tenere sempre in considerazione anche se si va verso un rallentamento incisivo della circolazione del virus. L’anno scorso, nonostante il Covid, abbiamo avuto un buon riscontro». «I visitatori della Notte dei ricercatori», ha aggiunto Merla, «potranno partecipare a laboratori, dibattiti, esperimenti e seminari. In questo modo ognuno potrà toccare con mano quello che accade nell’ambito della ricerca e le ricadute di queste attività nel quotidiano».
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