Tornano gli studenti fuorisede: «Gli affitti aumentano anche qui»

I prezzi restano meno alti rispetto a molte altre città universitarie, ma si registra una crescita: «Una stanza singola può arrivare fino a 300 euro». E si sente l’effetto del semestre filtro di Medicina
CHIETI. Trovare una stanza a Chieti Scalo resta meno costoso rispetto a molte altre città universitarie italiane, ma i prezzi salgono e per gli studenti la ricerca si fa più complicata. A metà agosto le soluzioni migliori sono in gran parte già occupate e quest’anno si aggiunge l’incognita del semestre filtro di Medicina: molti ragazzi cercano una sistemazione soltanto per alcuni mesi, mentre i proprietari continuano a preferire contratti annuali. È il quadro che emerge alla vigilia della ripresa delle lezioni, tra agenzie immobiliari e rappresentanti degli studenti. «La richiesta di alloggi universitari resta molto alta», spiega Andrea Nonno dell’agenzia Subito Casa di via Scaraviglia, a Chieti Scalo. Una domanda alla quale quest’anno si aggiunge quella degli studenti provenienti dall’estero. Ma la novità maggiore riguarda la durata degli affitti. «Con l’introduzione del semestre filtro per Medicina stanno aumentando le richieste di contratti di sei mesi. Il problema è che i proprietari tendono a non accettarli e continuano a preferire i dodici mesi».
Lo stesso fenomeno viene registrato da Federico Nonno di Casa Affitti, sempre a Chieti Scalo. Le stanze singole partono oggi generalmente da 220-230 euro al mese e possono arrivare a 280-300 euro, ai quali vanno aggiunte le spese. Per un appartamento intero o un bilocale la forbice è molto più ampia: si parte da circa 450-480 euro e, a seconda delle caratteristiche dell’immobile, si può arrivare anche a 850-900 euro. Le zone più richieste restano quelle intorno al campus: viale Benedetto Croce, via Pescara, l’area della stazione e il Villaggio Mediterraneo. La vera corsa alla casa, spiega Federico Nonno, si concentra soprattutto tra giugno e luglio. Chi arriva a metà agosto trova ancora disponibilità, ma deve spesso scegliere tra ciò che è rimasto sul mercato. E negli ultimi cinque anni sono cambiate anche le richieste degli studenti: pesano sempre di più la presenza dell’aria condizionata, il Wi-Fi e stanze dotate di letti matrimoniali.
A raccontare quanto sia cambiato il mercato è anche l’esperienza di Carlotta Ferroni, originaria di Alba Adriatica e presidente dell’associazione studentesca 360 Gradi. «Quando sono arrivata qui quattro anni fa pagavo 190 euro per una stanza ed ero anche più vicina all’università. Adesso pago 250 euro per una camera più piccola. È diventato difficile trovare gli stessi prezzi di qualche anno fa alle stesse condizioni». Una situazione che, assicura la studentessa, viene segnalata da molti universitari. «Nei gruppi WhatsApp sono continue le richieste: qualcuno cerca casa, qualcun altro un coinquilino. È una difficoltà che prima era molto meno evidente». E il canone non è l’unico ostacolo. «A me è capitato che chiedessero quattro mensilità di cauzione e ho saputo di ragazzi ai quali sono state richieste garanzie molto alte anche per appartamenti in condizioni tutt’altro che buone. Ci sono case relativamente piccole dove vivono anche sei persone».
Il problema della casa si intreccia così con quello più generale della città universitaria. Raimondo Sciarillo, rappresentante di Azione universitaria, invita a guardare anche oltre lo Scalo. Una parte della risposta potrebbe arrivare da Chieti alta, dove gli affitti risultano spesso più contenuti. «Ho amici che vivono a Chieti alta e spendono tendenzialmente meno al mese rispetto a quelli che abitano a Chieti Scalo», spiega Sciarillo. Ma spostare gli universitari verso il centro storico non può significare soltanto offrire appartamenti più economici. «Bisogna fare un lavoro con il Comune. Il tema non è solo portarli a vivere a Chieti alta, ma dare loro qualcosa per cui viverci». Trasporti, collegamenti con il campus, servizi e luoghi di aggregazione diventano così parte della stessa partita. Perché mentre cambiano il mercato e le esigenze di chi cerca una stanza, resta aperta una questione più ampia: fare in modo che gli studenti non si limitino a frequentare l’università a Chieti, ma possano vivere davvero la città, dallo Scalo al centro storico.
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