Tornano in libertà dopo 16 giorni

5 Novembre 2016

Arsenico nel fiume Pescara: De Luca e Valerio sospesi dal Consorzio di Bonifica

CHIETI. Scandalo dell’arsenico nel fiume Pescara: da ieri sono tornati in libertà tutti e quattro gli indagati perché la misura degli arresti domiciliari aveva la scadenza di 15 giorni. Ma nello stesso giorno a due degli arrestati arriva la mazzata. L’amministratore giudiziario nominato dal Gip Giuseppe Gragarella, Andrea Coolantonio, ha avviato immediatamente un drastico provvedimento disciplinare nei confronti dei due dipendenti del depuratore di Chieti Scalo: Andrea De Luca, responsabile del settore ecologia, e Tommaso Valerio, direttore del depuratore. Entrambi sono stati sospesi dal servizio nel Consorzio di bonifica Centro, di cui sono dipendenti. Roberto Roberti, invece, si era già dimesso sia dalla carica di presidente dell’ente della bonifica e sia da quella di consigliere neutralizzando così l’esigenza cautelare del rischio della reiterazione del reato. Torna in libertà anche Stefano Storto, titolare del laboratorio Dace. De Luca è difeso dall’avvocato Antonio La Pace; Roberti e Valerio da Marco Femminella, Storto da Sirolli.

Nelle carte in mano all’accusa - le indagini sono state svolte dalla Procura antimafia con la Forestale - con le 160 pagine di ordinanza di misure cautelari non compare alcun indizio che dimostri arricchimenti personali degli indagati, ma c’è un’enorme mole di documenti su favori ad imprese amiche che il gip Giuseppe Romano Gargarella, definisce «gestione privatistica della cosa pubblica», il depuratore del Consorzio.

Nel corso della conferenza stampa sui quattro arresti, il procuratore antimafia aveva sostenuto che l’Abruzzo rischia di diventare la discarica d’Italia.