Tornano le nubi sul futuro della Robotec

2 Marzo 2018

Allarme Fiom: l’investimento di 5 milioni non c’è stato e delle quattro nuove presse soltanto una è stata montata

GISSI. Nubi scure in Val Sinello. L’entusiasmo che ha accompagnato la ripresa di Robotec nell’ultimo trimestre del 2017 si è spento e ha lasciato spazio a tanta preoccupazione. L’annunciato investimento di 5 milioni di euro non c’è stato e l’impianto con 4 nuove presse non è a regime. «Quello che ci preoccupa di più», dice Carmine Torricella, della Fiom-Cgil, «è che l’azienda non risponde alla richiesta di apertura di un tavolo sindacale».
La Fiom e la segreteria aziendale invocano chiarezza e il coinvolgimento nelle iniziative organizzative dell’azienda che, invece, inspiegabilmente, in poco più di due anni ha cambiato quattro direttori. Il 23 febbraio si è riunito il direttivo aziendale della Fiom-Cgil e al termine del summit il sindacato ha espresso forte preoccupazione. «A distanza di 5 mesi dagli impegni sottoscritti il 25 settembre 2017», annota il sindacato, «delle 4 nuove presse solo una è stata installata, una è ferma e delle altre due non c’è traccia. Nessuno risponde alle richieste di incontro per la definizione del premio di risultato».
A preoccupare la Cgil e i lavoratori è anche il nervosismo che si percepisce in azienda. «Nervosismo negli atteggiamenti», scrive la Fiom. «Spesso ci sono pressioni e talvolta restrizioni. Si ha la sensazione di un’affannosa ricerca di correttivi lavorativi e gestionali», aggiunge il sindacato in ansia anche per il sensibile e inatteso calo delle produzioni. «Le preoccupazioni della Fiom e del direttivo aziendale», annota il sindacato, «sono avvalorate dal fatto che la Robotec cambia direttore di stabilimento molto di frequente. Ogni direttore ha un modo di agire diverso e cerca di modellare lo stabilimento su sue convinzioni e legittime aspettative. È normale», chiede la Fiom, «per un'azienda che propone discorsi a scenari evolutivi di espansione del mercato cambiare così spesso direttore?». La Fiom Cgil vuole risposte chiare. «È dovuto ai lavoratori», spiega il sindacato, «che in un passato non lontano hanno concordato la possibilità di sottoscrivere importanti accordi che avrebbero dovuto finalmente portare la Robotec definitivamente fuori dalla crisi».
Dopo un periodo buio nel 2015 per Robotec cominciò la ripresa. Il futuro dell’azienda metalmeccanica si schiarì completamente nel 2016. Grazie alle scelte della Fiat e al nuovo Suv prodotto nello stabilimento di Melfi, anche nel Vastese tornarono gli ordinativi. Nel 2017 Robotec ha ripreso ad assumere giovani. Lo scorso settembre la notizia di un nuovo investimento I dipendenti della Robotec erano sereni grazie anche alla Sevel che ha rinnovato la collaborazione con la Psa fino al 2027. Ora è di nuovo preoccupazione.
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