Tornati alcuni reperti del casato d’Avalos
VASTO. Dieci ante di porte ed elementi architettonici in marmo policromo rintracciati nel corso di lunghe e meticolose indagini condotte dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale. Sono...
VASTO. Dieci ante di porte ed elementi architettonici in marmo policromo rintracciati nel corso di lunghe e meticolose indagini condotte dai carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale. Sono i preziosi reperti ospitati da qualche giorno nei locali di Palazzo d’Avalos, la storica residenza dei marchesi. La loro collocazione all’interno dello storico edificio è stata decisa dalla Soprintendenza archeologica belle arti e paesaggio delle province di Chieti e Pescara che ha avuto i reperti di proprietà del nobile casato in custodia giudiziale dalla Procura del tribunale di Napoli. Grazie alla disponibilità dell’assessorato alla cultura del Comune di Vasto e della Soprintendenza, le opere verranno custodite a Vasto, in attesa della ultimazione delle indagini. Le opere, accompagnate dal maggiore dei carabinieri Giampaolo Brasili e dai suoi più stretti collaboratori, sono giunte a Palazzo d’Avalos dove c’erano ad accoglierle il sindaco Francesco Menna, l’assessore alla Cultura, Giuseppe Forte, la responsabile del settore cultura, Mimma Perrotti e Francesca Rita Ronzitti, in rappresentanza della Soprintendenza di Chieti.
Gli elementi architettonici in marmo potrebbero essere parte di un altare che si presume fosse collocato nella cappellina interna di Palazzo d’Avalos. Le ante, caratterizzate da raffinati decori, presentano immagini dipinte su lamine d’oro e raffigurano scene bucoliche ricche di colori e di particolari. «Ringrazio la magistratura partenopea e i carabinieri del Comando tutela patrimonio culturale per l’impegno profuso», commenta il sindaco Menna, «e auspichiamo che al termine delle indagini esperite queste importanti opere possano tornate alla fruizione pubblica».
Palazzo d’Avalos , che fino al 1806 è stata la residenza dei marchesi, si arricchisce quindi di nuovi reperti. Oltre ai Musei civici e alla Pinacoteca - dove sono esposte le tele donate alla città dai fratelli Palizzi – l’antica residenza marchesale conserva il giardino napoletano, riportato all’antico splendore da un restauro che gli ha restituito l’originale impianto tardo settecentesco. (a.b.)
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