«Torniamo alle elezioni»

8 Novembre 2018

Il Pd: Di Primio non ha più i numeri, vada a casa. Raimondi: amministrazione finita

CHIETI. «Ora il sindaco Umberto Di Primio non ha più scelta: deve dimettersi». L’opposizione al completo sferra l’attacco alla maggioranza sconfitta in consiglio comunale sul caso farmacia. Pd, Chieti per Chieti, Centro democratico, Movimento 5 stelle, L’altra Chieti e Giustizia sociale convocano una conferenza stampa a metà mattinata e chiedono la testa del primo cittadino.
«Per Di Primio è la seconda bocciatura in una settimana dopo la figuraccia delle elezioni provinciali», dice Alessio Di Iorio (Pd), affiancato dal capogruppo Chiara Zappalorto. «Le sue dimissioni sarebbero un atto scontato e non di coraggio, considerando che l’assenza di numeri della maggioranza è oggettiva». Per Enrico Raimondi (L’altra Chieti) «l’arroganza del sindaco è stata finalmente punita. Adesso deve andare a casa: non facesse la solita sceneggiata con i rimpasti di giunta perché la sua amministrazione non esiste più». Alessandro Marzoli (Pd) aggiunge: «È una sconfitta per Di Primio ma una vittoria per tutta la città, che non piega la testa davanti all’atteggiamento padronale del primo cittadino. La vendita della farmacia comunale, gestita dalla partecipata Chieti Solidale, sarebbe stata dannosa per l’intera collettività. Non potevamo tollerare, come sottolineato a più riprese nel corso degli ultimi mesi, che l’unica realtà capace di produrre utili venisse regalata ad altri. È una vittoria che nasce da un’opposizione che, seppure con difficoltà, sta costruendo un’alternativa per il futuro. Ma questo risultato non sarebbe stato possibile senza l’apporto degli ex consiglieri di maggioranza che hanno votato contro».
Luigi Febo e Diego Ferrara (Chieti per Chieti) scendono nel dettaglio: «Il primo pensiero va ai lavoratori della farmacia: si sono scrollati di dosso un provvedimento che avrebbe rappresentato per loro un incubo. Le conseguenze della vendita sarebbero state devastanti, perché il personale avrebbe dovuto iniziare a lavorare a tempo ridotto. Siamo riusciti a mantenere in piedi un’azienda, Chieti Solidale, che è il fiore all’occhiello della nostra città: ci auguriamo che si riesca a rivedere anche la trasformazione in srl».
Bruno Di Paolo (Giustizia sociale) va giù duro: «L’amministrazione è arrivata al capolinea: non ha più motivo di esistere sia da un punto di vista politico che istituzionale. Per il sindaco, che ha già dovuto subire la mancata candidatura alle regionali e la sconfitta alle provinciali, è l’ennesima disfatta: l’unico gesto di leatà nei confronti dei cittadini sarebbe l’addio immediato».