Torre civica, fondi per riparare l’orologio

24 Dicembre 2020

È fermo alle 18.50 dallo scorso 24 agosto. E va in pensione la colubrina che annuncia il mezzogiorno

LANCIANO . È fermo alle 18.50 l’orologio della Torre civica, l’ora in cui il 24 agosto scorso è stato colpito da un fulmine che ha fatto danni ingenti. Ed è muta da quasi tre anni la colubrina che dal 1867 annuncia il mezzogiorno ai lancianesi con uno sparo, nonostante anche una petizione che ha chiesto anni fa il ripristino di questa tradizione. Ora l’amministrazione ha trovato i fondi e la ditta di Colonnella, per sistemare orologio e sparo.
Per quanto riguarda l’orologio e le campane ad esso collegate per i rintocchi, la ditta deve sistemare il quadro di controllo, gli elettro-percussori e i martelletti, il meccanismo di funzionamento del rotismo dell’orologio rotto con il fulmine. Per lo sparo c’era stato uno studio del settore lavori pubblici per far sparare la colubrina ad aria compressa evitando così di spendere circa 25mila euro annui tra polvere da sparo, fuochini esterni, licenze, burocrazia, norme di sicurezza: ma è stato messo da parte perché il cannoncino va in pensione. «I lavori per sistemare orologio e sparo sono iniziati due giorni fa», dice l’assessore ai lavori pubblici Giacinto Verna, «e affidati alla ditta Aeris Elettronica srl di Colonnella per 7.812 euro. Il fulmine ha fatto danni ingenti all’orologio, ma è stato riparato quasi interamente. Da rimettere ci sono i due motori del gruppo rotatore che si sono bruciati. I pezzi sono stati ordinati, ci sono le feste di mezzo e quindi credo che per metà gennaio l’orologio (su cui anche ieri si sono posati gli occhi dei lancianesi per via della Squilla, ndc), ritornerà in funzione. Già risolta la questione del cannoncino e dello sparo di mezzogiorno».
E la novità riguarda proprio lo sparo. Va in pensione definitivamente la colubrina data dall’arsenale di Venezia nel 1981 in sostituzione del cannoncino che sparava dal 1867. Se già nel 2016 lo sparo era diventato automatico permettendo all’unico fuochino abilitato del Comune di programmare il colpo, ma sempre mescolando le polveri e salendo i 126 gradini della Torre civica quattro volte a settimana, lo scorso anno - in attesa della riparazione - si era pensato ad un sistema ad aria compressa evitando così polvere da sparo, fuochini, autorizzazioni varie. «Invece ora l’ufficio tecnico ha trovato un’alternativa all’uso della polvere da sparo e all’aria compressa», riprende Verna, «l’inserimento sulla sommità della torre di un diffusore omnidirezionale, per una diffusione sonora a 360 gradi e con un risultato estetico di pregevole inserimento architettonico che non gravi al contesto, considerata anche l’importanza storica ed architettonica della Torre civica. Vogliamo salvaguardare la tradizione cittadina con sistemi moderni e sicuri». Insomma una tradizione, una parte della storia cittadina, dell’identità lancianese che si modifica, al passo con i tempi. (t.d.r.)