«Torre Mucchia ostaggio della furia dei cinghiali»

10 Maggio 2016

I residenti hanno paura e suonano la sveglia alle istituzioni sorde alle proteste «Devastano le coltivazioni e ce li troviamo davanti casa. Ma nessuno ci difende»

ORTONA. La paura di poter essere attaccati appena fuori dalla porta di casa mista all'esasperazione di essere in balia degli eventi, senza che nessuno tra le istituzioni risponda alle incessanti richieste di aiuto della cittadinanza.

Località Torre Mucchia, Ortona, siamo a due passi dal mare: i residenti di questa zona vivono con il terrore dei cinghiali, che si spingono fino davanti alle porte delle proprie abitazioni. È un fenomeno diventato ormai quotidiano qui, ma anche nelle località limitrofe come San Marco o più in generale il "distretto" dei Ripari di Giobbe.

La popolazione da queste parti ha davvero paura e non sa più che fare per difendersi, visto che chi di dovere sembra essere inerme di fronte al proliferare di questi animali capaci di mettere a rischio l'incolumità delle persone. «Negli ultimi due anni la situazione è diventata critica», ci dicono diverse persone incontrate nell'area in questione, dove vivono stabilmente una ventina di famiglie che diventano più del doppio in estate, quando Torre Mucchia si trasforma in una realtà turistica nell'ortonese. «Non sappiamo più che fare» sostengono i residenti, «abbiamo avvisato la polizia municipale che ci ha detto di rivolgerci alla Provincia, con cui però non siamo mai riusciti a metterci in contatto». Tra le persone che ci parlano ci sono Gabriella Caravaggio, Carmela Buzzelli, Nicola Buzzelli e Erika Giuliani: «Abbiamo contattato anche la Forestale, che ci ha confermato di essere a conoscenza del problema, aggiungendo che purtroppo non è semplice risolverlo in quanto il numero di cinghiali nelle nostre zone è davvero alto». Devastano terreni agricoli e soprattutto mettono in pericolo le persone: «Ci sono anche bambini, gente che ha dei cani, ed i cinghiali non hanno paura dell'uomo. Capita spesso ormai di ritrovarceli fin davanti ai cancelli delle nostre abitazioni», aggiungono i residenti.

«È importante che i nostri amministratori prendano provvedimenti. Aspettano che qualcuno si faccia male davvero? A noi chi ci difende?». Le famiglie di questo splendido tratto della costa ortonese proveranno a parlare con il sindaco Vincenzo D'Ottavio per cercare di esporgli le loro ragioni. Successivamente faranno partire un esposto al Comune e alla Regione per essere ascoltati.