Torre Sinello, la politica protesta
Il sindaco: nessuna attenzione per la nostra città. Si muove la Lega
VASTO. Scatta la protesta in città per la decisione del provveditore di trasferire nella casa lavoro di Vasto i detenuti di tutta la regione che devono affrontare la quarantena Covid. Ferma la condanna del sindaco Francesco Menna. «Vasto», dice, «è diventata la pattumiera d’Abruzzo». Ieri mattina a Torre Sinello si è tenuto un incontro fra la consigliera regionale Sabrina Bocchino, il comandante della polizia penitenziaria e i rappresentanti sindacali che hanno proclamato lo stato di agitazione.
Bocchino ha ascoltato gli agenti e si è fatta garante di un intervento istituzionale per sollevare il “caso Vasto”. La rappresentante della Lega ha anche annunciato una visita a Torre Sinello del deputato Luigi D’Eramo, coordinatore regionale del partito. «Chiediamo fatti concreti», afferma l’avvocato Angela Pennetta del comitato civico L’Arcobaleno. «Questa situazione è assolutamente inaccettabile e allarmante. In buona sostanza, le autorità si ricordano della nostra Vasto solo per questioni negative. Mi sembra che ci sia un disegno politico generalizzato per penalizzare Vasto. I nostri concittadini che devono scontare una pena detentiva sono sistematicamente trasferiti in altre carceri salvo che siano stati dichiarati con sentenza socialmente pericolosi. Il personale della casa lavoro di Vasto ha un deficit di organico del 30% ed è già in affanno da tempo. Siamo con loro». Duro anche Giuseppe Tagliente (Lega), ex consigliere regionale. «La decisione di trasferire a Torre Sinello i detenuti in quarantena, non preceduta dalla dotazione di presidi di prevenzione e di sicurezza, penalizza soprattutto i pochi poliziotti in servizio. Anche noi diciamo no a questa assurda decisione che potrebbe anche avere ripercussione sulla città». (p.c.)
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