Torrenti Peticcio e Arielli con acque scure e rifiuti

Ortona. Viaggio del Centro alle due foci, la prima attraversata dalla ciclopedonale Trovate anche micro discariche con materiali edili, plastica e scarti dell’agricoltura
ORTONA. Acqua putrida si riversa in mare dalla foce del Peticcio. Non va meglio risalendo il torrente Arielli, sui cui argini si possono ritrovare abbandoni di scarti edili e paletti in cemento usati per l’impianto dei vigneti mentre nel letto del fiume galleggiano qua e là pezzi di plastica e di altri natura. È il triste resoconto di un viaggio lungo parte di due dei corsi d’acqua che sfociano nel territorio ortonese. Le foto scattate dal Centro per immortalare il loro stato di salute si riferiscono a ieri mattina.
Un’acqua tutt’altro che limpida caratterizza il Peticcio e in particolare la zona in prossimità della foce, dove più volte in passato ci sono state segnalazioni - anche alla guardia costiera - per la tonalità marrone del fiume costantemente monitorato. Ieri era evidente l’anomala colorazione, in contrasto con quella del mare. Ricordiamo che durante l’ultima estate qui si è rischiata una vera e propria emergenza, evitata grazie al pronto intervento degli enti e le forze preposte - Sasi e capitaneria di porto - che hanno agito in tempo facendo fronte a un’immissione di idrocarburi da un condominio nel centro urbano nella condotta fognaria, che ha mandato in tilt l’impianto di depurazione causando pertanto uno sversamento di materiale non depurato nello specchio di mare in corrispondenza della foce del Peticcio.
Una vicenda che non ha nulla a che vedere con la situazione ritrovata ieri, che comunque metteva in luce ancora una volta la colorazione tutt’altro che cristallina dell’acqua. Non un bel vedere: a maggior ragione tenuto conto che il torrente si getta in mare in una zona molto frequentata per via della pista ciclopedonale che attraversa il tratto di costa.
Più a nord scorre, invece, l’Arielli, un fiume che attraversa diversi Comuni prima di riversarsi nell’Adriatico. Soffermandoci sull’ultimo tratto, quello tra Tollo e Ortona, abbiamo purtroppo trovato mini discariche che da tempo giacciono accanto alle sponde del corso. Per lo più scarti edili e materiale utilizzato in agricoltura. In altri punti ci sono addirittura parti di segnali stradali divelti e abbandonati. Senza dimenticare l’ormai noto ponte distrutto in contrada Arielli, di cui ci siamo più volte occupati e nei pressi del quale vengono rinvenuti costantemente abbandoni, nonostante le ripetute bonifiche operate. Anche per questo torrente va considerato, oltre al problema ambientale, i risvolti a livello turistico visto che è attraversato dalla “Via dei Mulini”, la pista ciclabile sul lungofiume di recente realizzazione. Il riproporsi di situazioni simili però non aiuta all’immagine di quest’area e alla valorizzazione di un tracciato che ha le potenzialità per rappresentare un ulteriore fiore all’occhiello del territorio che tutti noi dobbiamo contribuire a preservare.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

