Torrevecchia vuole diventare la “Cittadella universitaria”

L’ateneo telematico “Da Vinci” presenta l’ambizioso progetto di rilancio programmato dalla Sevs Il dg Gennuso: confermati tutti i corsi di laurea. Ma il ricorso della Pegaso al Tar resta una minaccia
CHIETI. Il rilancio dell’Università telematica “Leonardo Da Vinci” riparte dal territorio e punta sulla piccola cittadina di Torrevecchia Teatina che, bastoni tra le ruote permettendo, potrebbe diventare una cittadella universitaria.
È questo il sogno del direttore generale Fausto Gennuso che ieri ha tenuto a Torrevecchia la prima conferenza stampa da quando la nuova gestione a guida Sevs (Stredo Euròpska Vysoka Skola) ha preso le mosse ad aprile, entrando in quota maggioritaria nel cda Unidav e insediando al vertice dell’ateneo un ex presidente della Repubblica Slovacchia, Rudolf Schuster. Ieri in conferenza stampa erano presenti anche i sindaci di Torrevecchia e Chieti, Katja Baboro e Umberto Di Primio, e John David, manager director della holding maltese di cui fa parte la Sevs, la Eduworld.
SUMMER SCHOOL L’occasione della conferenza stampa è stata quella di presentare la prima Summer School con una quindicina di ragazzi provenienti per la maggior parte dall’Europa che saranno ospitati dal 19 al 30 luglio dalle famiglie di Torrevecchia. Parteciperanno a lezioni e conferenze, e conosceranno il territorio. «Dal punto di vista del numero dei residenti», ha detto Di Primio rivolgendosi al londinese David, «l’intero Abruzzo pesa poco meno di un distretto di Londra, ma nonostante questo abbiamo un patrimonio di grandissimo valore da far conoscere». La Summer School di quest’anno è stata annunciata solo come un primo esperimento. Una volta a regime, l’Unidav dovrebbe portare in Abruzzo centinaia di ragazzi ogni anno.
TERREMOTO PEGASO. Se la difficoltà di raggiungere l’Abruzzo è sicuramente una criticità, ad impensierire il nuovo vertice Unidav è però altro. Su tutta l’operazione pesa, infatti, l’esito dei ricorsi al Tar presentati. Uno, soprattutto, è quello che fa più paura, definito non a caso dal sindaco Baboro come un “terremoto”: è il ricorso dell’Università telematica Pegaso, già parzialmente accolto dal Tar, che ha fissato per ottobre un’altra udienza. Lo scorso 27 giugno il tribunale amministrativo ha infatti accolto il ricorso della Pegaso di Napoli contro l’avviso pubblico con cui la Sevs è entrata nel cda Unidav (un’operazione da oltre 2 milioni e mezzo di euro). Le contromisure sono state già prese: la fondazione d’Annunzio ha annunciato un ricorso al Consiglio di Stato.
CORSI ACCREDITATI. In attesa che la battaglia legale si concluda, la nuova Unidav va avanti con i propri programmi. «La buona notizia è che il Ministero ci ha accreditato i corsi universitari», ha detto Gennuso. L’accreditamento significa anche un’altra cosa: «Che questa Università non chiude», dice il dg, «magari non ci saremo più noi alla guida, ma comunque la Da Vinci resta sul territorio. La concorrenza dovrà farsene una ragione». L’ateneo ripartirà con i quattro corsi che ha avuto sinora, anche se nel programma della nuova dirigenza c’è la volontà di cambiare qualcosa per renderli più attinenti alla contemporaneità. L’Unidav, inoltre, si candida anche a fare alta formazione e a seguire lo studente anche dopo che ha conseguito la laurea.
NUOVE ASSUNZIONI. Con i corsi accreditati, l’ateneo pensa a nuove assunzioni. È stato già varato un bando per 12 ricercatori, mentre la nuova pianta organica ideata da Gennuso prevede l’assunzione di altre 25 persone da impiegare in amministrazione.
Fino ad ora, infatti, per la struttura amministrativa la Da Vinci si era appoggiata molto alla d’Annunzio, la casa madre dalla quale è nata attraverso la fondazione universitaria. L’ateneo teatino-pescarese è ancora presente in cda, anche se in quota minoritaria. L’Unidav, però, ora deve essere in grado di camminare da sola per realizzare l’ambizioso progetto presentato.
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