Torri eoliche salpate dal porto per l’America

VASTO. È attraccata lunedì mattina a Punta Penna la Zea Fast, mercantile battente bandiera portoghese. La nave, 17mila tonnellate di stazza lorda e 150 metri di lunghezza, ha caricato 68 sezioni di...
VASTO. È attraccata lunedì mattina a Punta Penna la Zea Fast, mercantile battente bandiera portoghese. La nave, 17mila tonnellate di stazza lorda e 150 metri di lunghezza, ha caricato 68 sezioni di torri eoliche destinate a un grande progetto americano. Il materiale darà vita al progetto Loangroad Energy El Campo nella contea di Knox in Texas. «Si tratta», spiega Pietro Marino, responsabile dell’agenzia marittima vastese che ha curato le operazioni, «di uno dei progetti più ambiziosi della green economy, con un investimento che supera i 335milioni di dollari e che, stando ai programmi, sarà completato entro luglio 2020».
Il porto di Punta Penna è stato inserito nel progetto siglato fra l’azienda Pugliese, industria meccanica della Val di Sangro, produttrice di torri eoliche, e le agenzie marittime Galli di Manfredonia e Amv di Vasto. È la prima volta che un carico di torri arriva in America. Fino ad oggi il materiale aveva raggiunto solo scali portuali europei. Questo dimostra l’ottimo stato di salute di Punta Penna e il crescendo di accordi commerciali che stanno rivitalizzando il bacino portuale grazie anche alla capacità delle maestranze e attrezzature all’avanguardia.
Il 2020 dovrebbe essere un anno di grandi soddisfazioni. L’Arta un mese fa ha chiuso la caratterizzazione e le analisi dei sedimenti all’interno del bacino portuale di Punta Penna consegnando la documentazione all’Arap, così da poter finalmente procedere al dragaggio dei fondali di Punta Penna. Per l’intervento è previsto un finanziamento di 1 milione e 800mila euro. I fondali più profondi permetteranno l’arrivo dei navi sempre più grandi e carichi sempre più importanti. Tanti i mercantili che negli ultimi anni hanno puntato sul Tirreno piuttosto che a Vasto. Il dragaggio aiuterà non poco l’economia del bacino. Per il porto di Vasto la Regione ha chiesto un intervento di 118 milioni di euro, suddiviso in base alle priorità di intervento per l’allargamento della banchina di levante. Infine con un progetto propedeutico di 5,5 milioni, sarà consentito alle Ferrovie di avviare i lavori per ultimare il cosiddetto “Ultimo miglio” di ferrovia proprio sulla banchina di levante, ad oggi troppo stretta per accogliere il binario previsto e tanto agognato dagli industriali. (p.c.)
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