Torricelli: ragazzi, sfruttate le opportunità

Lanciano. L’ex campione della Juventus incontra gli studenti con il progetto di Bosch e Randstad
LANCIANO. «Siate pronti a cogliere un’opportunità quando si presenta e prendete il meglio da chi vi sta vicino per farlo vostro e crescere». Moreno Torricelli, ex campione di Juventus e Fiorentina, sprona così i circa 350 studenti delle scuole superiori lancianesi che partecipano ad “Allenarsi per il futuro”, il progetto di Bosch e Randstad che ieri mattina ha fatto tappa in città. Una giornata di orientamento organizzata per i ragazzi del liceo scientifico sportivo Galilei, degli istituti De Titta-Fermi, Da Vinci-De Giorgio e Vittorio Emanuele II-Palizzi, prossimi a decidere sul loro futuro di studi e professionale.
E “Allenarsi per il futuro”, progetto lanciato quattro anni fa dal teramano Roberto Zecchino, vicepresidente risorse umane e organizzazione Sud Europa di Bosch, aiuta i giovani in questa scelta attraverso la metafora dello sport e l’esempio di campioni come Torricelli e l’ex ginnasta Daniela Masseroni. «Nella mia vita ho applicato quotidianamente quello che lo sport mi ha insegnato», dice ai ragazzi Zecchino, un passato da sportivo, «avere un sogno e allenarsi ogni giorno per questo». E chi meglio di Moreno Torricelli, che ha realizzato il suo sogno di giocare in serie A e con la Juventus ha vinto tutto (anche quella Coppa dei Campioni che manca ai bianconeri proprio dal 1996), può testimoniarlo? «Lavoravo in falegnameria e giocavo nelle squadre dilettantistiche, portando a casa il doppio stipendio», racconta l’ex calciatore, oggi 48enne, «a 17 anni ho fatto parte della Nazionale dilettanti, raggiungendo il massimo nella piccola categoria. Mi dicevano “sei bravo, ce la farai”, ma nessuno mi dava un’opportunità. A 22 anni, quando stavo per andare a giocare in Svizzera, è arrivato il provino alla Juve». E dall’Interregionale alla Vecchia Signora è un balzo. «Io ero fortissimo fisicamente, correvo tanto e non mollavo mai», racconta Torricelli, «ma il fuoriclasse era Roberto Baggio. Io correvo, per sfiancare l’avversario e far fare gol a lui. Far parte di una squadra è questo, esaltare le qualità del compagno. A scuola avete tutti la stessa preparazione», dice ai ragazzi, «a fare la differenza è l’unicità della persona. Allora prendete il meglio dal vostro compagno, dai docenti, dai genitori, e fatelo vostro, per la vostra crescita personale. Nessuno vi regala niente ma se arriva un’opportunità …dovete azzannarla!».
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