Tortella, due giorni di sciopero

Braccia incrociate nella impresa di macchine agricole, il socio olandese vuole spostarsi in Ungheria
ORTONA. Il futuro sempre più incerto e una situazione di estrema precarietà li hanno spinti allo sciopero, indetto nel pomeriggio di mercoledì e che durerà almeno fino ad oggi, ma con la possibilità che si estenda anche alla prossima settimana. I 58 dipendenti dell'azienda Tortella di Ortona, da oltre cinquant'anni leader nella produzione di macchine agricole, sono in protesta dopo le recenti novità sulle sorti dell'ultimo sito di metalmeccanica che rimane in città. I motivi dello sciopero sono da ricercare nel passo indietro fatto dalla Redexim, gruppo olandese che detiene il 48% del capitale Tortella, che ha deciso di spostare la propria produzione in Ungheria. Un fatto ritenuto grave dai sindacati, in quanto «la Redexim è un socio dell'azienda e non un semplice cliente» commenta Marco Di Rocco, responsabile Fiom Cgil area Ortona-Chieti, «per cui non può decidere di riprendersi il lavoro e lasciarne a Tortella ben poco». Ma la Redexim oltre ad essere una socia del marchio ortonese, era anche la candidata a gestire le produzioni di Tortella attraverso la cessione di un ramo d'azienda, che avrebbe permesso di colmare gli ingenti debiti accumulati. È stato richiesto al Tribunale di Chieti, infatti, di accedere al concordato preventivo in continuità, e la cordata olandese sembrava dovesse essere il partner scelto per portare avanti questa operazione che, però, è naufragata la scorsa settimana con lo stop alle trattative voluto dalla stessa Redexim. Ora la situazione è grave: entro il 30 giugno l'azienda dovrà presentare un progetto in tribunale per essere autorizzata al concordato preventivo. Ma al momento manca il partner. «Abbiamo proclamato questo sciopero affinché si arrivi ad un accordo tra gli olandesi e la ditta Tortella per poter presentare un progetto credibile al Tribunale», sottolinea Di Rocco, «è inaccettabile ciò che la Redexim sta facendo, proprio perché è un socio al 48% e ha quindi dei doveri verso questo territorio».
Sulla vicenda è scesa in campo anche l'amministrazione comunale di Ortona: «In queste ore abbiamo fatto appello pure al sindaco Vincenzo D'Ottavio, che ha recepito il disagio e si sta adoperando per riavvicinare le parti», aggiunge l'esponente della Fiom Cgil, «vogliamo sensibilizzare anche l'opinione pubblica perché Ortona non può perdere l'ultimo baluardo produttivo che è rimasto». Intanto lo sciopero continua: davanti ai cancelli dell'azienda oggi i lavoratori si riuniranno per decidere, come pare, di continuare la protesta anche la prossima settimana. Per Tortella sono queste giornate decisive.
Alfredo Sitti

