Torto: fondi per le strade ai piccoli Comuni

Proposta di legge del M5S: «Meglio 240 milioni ai centri sotto i 5mila abitanti che il ponte sullo stretto»
CHIETI. «Buche, avvallamenti, radici d’albero, frane e smottamenti: intervenire sulla sicurezza della viabilità, soprattutto per quanto riguarda le strade comunali, è questione urgente». È così che la deputata del Movimento 5 Stelle Daniela Torto spiega le ragioni che l’hanno indotta a presentare una proposta di legge alla Camera per migliorare la viabilità dei piccoli Comuni italiani, soprattutto quelli delle zone interne, a fronte dei numerosi problemi di logoramento e manutenzione del manto stradale delle strade italiane.
La proposta di legge è nazionale e chiede l’istituzione di un “Fondo per la sicurezza stradale” con una dotazione di 240 milioni di euro per ciascuno degli anni che vanno da quello in corso fino al 2026. «Neanche a farlo apposta», sottolinea la deputata, «si tratta della stessa cifra impegnata al momento per il famoso progetto del ponte sullo stretto. Ma cosa serve davvero all’Italia: investire sulla sicurezza della viabilità oppure su un progetto che non vedrà mai la luce e che è solo propaganda da anni?».
La parlamentare ha deciso di presentare la proposta di legge nazionale a Chieti, insieme alla consigliera regionale Barbara Stella, all’assessore comunale Fabio Stella e al capogruppo consiliare Luca Amicone, perché l'Abruzzo e il Chietino sono esempio di quanto sia importante stanziare fondi per la viabilità, partendo dalle note condizioni di difficoltà di Strada della Pace (strada consortile che da Chieti porta a Bucchianico) per cui la parlamentare si è spesa a lungo.
Torto cita dati per far capire l’urgenza della sua proposta: «Nel 2022 in Abruzzo ci sono stati 2.824 incidenti in cui si registrano 59 morti. In Italia 3.159 morti, 223.000 feriti e 166.000 incidenti stradali: sarebbero circa 416 incidenti al giorno e di questi il 73,1% su strade urbane, il 21,9% su strade extraurbane». La proposta di legge prevede che i fondi vengano assegnati ai piccoli Comuni con meno di 5mila abitanti, «sapendo bene in quale difficoltà si trovino questo tipo di amministrazioni», sottolinea la parlamentare, «privilegiando le aree interne, lontane dai servizi essenziali e proprio per questo bisognose di collegamenti più sicuri».
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