Tozzi presenta il suo album da New York

FOSSACESIA . Waltz Street è il nuovo album del compositore Emanuele Tozzi, originario di Fossacesia, che da 10 anni si è trasferito negli Stati Uniti d’America, a New York, dove ha iniziato la sua...
FOSSACESIA . Waltz Street è il nuovo album del compositore Emanuele Tozzi, originario di Fossacesia, che da 10 anni si è trasferito negli Stati Uniti d’America, a New York, dove ha iniziato la sua ascesa nel campo musicale.
«Waltz Street è una strada magica di New York, ed è accessibile solo a chi ha un cuore gentile. Le persone giungono qui da ogni vissuto», spiega il cantautore, «portando una diversità preziosa ed unica, unita dall’amore per la bellezza. Waltz Street è sopra la città, oltre le sue luci, rasenta il cielo, perché è solo guardando in alto che si vedono le stelle».
Quello di Tozzi è un viaggio musicale che abbraccia il jazz newyorkese con le atmosfere cinematografiche italiane. «Vivo a New York da circa 10 anni», continua il cantautore. «È un momento epocale dentro una città spettrale. Chi lo avrebbe mai detto, qualche tempo fa suonavo nel Jazz Club della città, ed ora il silenzio. New York è vuota, è sventrata». Tozzi si sofferma sugli effetti devastanti che la pandemia ha generato anche lì, dove si trova e ha deciso di intraprendere la sua fortunata carriera musicale. «Ora», aggiunge, «nelle strade gli uomini invisibili diventano visibili e sono i protagonisti del palcoscenico. Siamo tutti connessi con la parte migliore o peggiore di noi. Forse è quando siamo più vulnerabili che può accadere l’inimmaginabile. Per dirla con le parole di Leonard Cohen “c’è una crepa in ogni cosa, ed è da lì che entra la luce”. Waltz Street è stato registrato a Brooklyn appena un mese prima che la pandemia cambiasse il mondo. Completare l’album durante questo periodo senza precedenti ha dato un significato più profondo al mio lavoro. Waltz Street», conclude il cantautore, «è la mia interpretazione della musica come missione, il mio contributo per ricordare a tutti noi la bellezza dell’umanità».
Linda Caravaggio

