Trabocchi, niente autorizzazione sismica

L’assessore regionale Campitelli: strutture atipiche da regolamentare con linee guida specifiche
SAN VITO CHIETINO. «Un percorso di legge per definire i trabocchi come strutture identitarie del nostro territorio; l’esclusione di queste strutture dall’applicazione dell’autorizzazione sismica; una legge regionale che ha salvato la stagione estiva 2019. La Regione è schierata in difesa dei trabocchi, simbolo della costa abruzzese e accanto soprattutto agli operatori economici che investono per mantenere in vita queste attività». È l’assessore regionale al demanio marittimo, Nicola Campitelli (Lega), a precisare la situazione dei trabocchi anche alla luce delle critiche sollevate dal consigliere regionale Francesco Taglieri (M5S) che ha parlato di abbandono delle strutture da parte della Regione, di una «legge fatta dalla Lega, la “salva trabocchi”, impugnata davanti alla Corte costituzionale che non ne definisce una volta per tutte l’identità, chiarendo quali iniziative sono attuabili oltre quella di macchina da pesca, in che modalità e per quanti mesi l’anno».
Ad oggi, camminando lungo la costa, si vedono trabocchi aperti, altri che si stanno mettendo in regola tra autorizzazioni e norme antiCovid; tra questi ci sono anche gli 11 “ragni colossali” che fanno ristorazione (due a Fossacesia, 5 a Rocca San Giovanni e 4 a San Vito) che hanno riaperto o stanno cercano di riaprire i battenti. «A marzo dell’anno scorso da poco insediato», ricorda Campitelli, «mi sono trovato a gestire una situazione paradossale nella quale nessun trabocco aveva le condizioni per poter riaprire e l’intera stagione estiva appariva compromessa con conseguenze disastrose per il turismo e la nostra economia. In due mesi abbiamo varato una legge che ha consentito di salvare la stagione 2019. Poi ci sono stati nuovi problemi con l’impugnazione di questa legge alla Corte costituzionale, su stimolo della Soprintendenza e con la richiesta degli uffici del Genio civile di sottoporre i trabocchi ad autorizzazione sismica». Una richiesta, questa, paradossale e che metteva in seria difficoltà i traboccanti.
«Abbiamo lavorato alacremente», riprende Campitelli, «con un confronto in conferenza Stato-Regioni per modificare il decreto 380/2001, sostenendo che i trabocchi non sono costruzioni edilizie tradizionali, ma strutture atipiche da disciplinare con linee guide specifiche. La proposta è stata accolta ed è al vaglio del ministro delle Infrastrutture in attesa di recepimento nel nuovo decreto. Questo percorso legislativo ha consentito alla Regione di escludere i trabocchi dall’applicazione dell’autorizzazione sismica. Fatto che non diminuisce la sicurezza statica delle strutture che va verificata ogni anno con una perizia da depositare al Suap».
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