Trabocchi, niente sconti: permessi solo a chi è in regola

ORTONA. Ripristino dei luoghi per i trabocchi non in regola, quelli su cui sono stati riscontrati abusi edilizi, informazioni precise e collaborazione massima tra gli enti per accelerare e provare a...
ORTONA. Ripristino dei luoghi per i trabocchi non in regola, quelli su cui sono stati riscontrati abusi edilizi, informazioni precise e collaborazione massima tra gli enti per accelerare e provare a salvare la stagione estiva 2019. È quanto emerso dalla riunione ieri nella sede della capitaneria di porto di Ortona. Attorno ad un tavolo si sono ritrovati tecnici e dirigenti della Regione, della capitaneria, delle agenzie del demanio e delle dogane, della Soprintendenza e i sindaci e tecnici dei comuni di San Vito Chietino, Rocca San Giovanni, Ortona e Fossacesia. Una riunione di tre ore alla vigilia della pubblicazione venerdì, sul Bura, della legge regionale che modifica e amplia i trabocchi (fino a 210 metri quadrati) ma non concede deroghe, né sanatorie, a chi non è in regola. Diverse le strutture su cui capitaneria e tecnici comunali hanno riscontrato dall’inverno scorso abusi edilizi, violazione delle concessioni demaniali e quindi anche danni erariali. Ad oggi sulla costa sono aperte tre strutture adibite a ristoranti tra Ortona e Fossacesia, le altre sono chiuse, prive di autorizzazione. «È stata una riunione proficua ma complessa» dice il sindaco di San Vito Emiliano Bozzelli, «proficua perché attorno ad un tavolo c’erano tutti gli enti coinvolti nel “caso trabocchi” e sono stati chiariti alcuni aspetti procedurali anche alla luce della nuova legge regionale. Si salverà la stagione? Valuteremo caso per caso. Le situazioni sono diverse». «Il problema della chiusura dei trabocchi è notevole per la costa», aggiunge Gianni Di Rito, sindaco di Rocca che conta 5 trabocchi ristoranti, «ci sono discordanze ma un punto fermo: chi non è in regola deve ripristinare i luoghi com’erano in origine. Punta Punciosa da noi è in regola e sta lavorando, gli altri hanno fatto già domanda al Suap per il ripristino dei luoghi, come da mesi chiedevo di fare. Dopo ci dovranno essere il via libera della Soprintendenza, che ha assicurato velocità e massima collaborazione, i lavori, che consistono soprattutto nella rimozione delle assi e delle parti abusive, infine bisogna riottenere le autorizzazioni e ripartire. I tempi? Difficile dare date».
Teresa Di Rocco

