Traffico d’auto di lusso a Milano Base a Chieti, colpito anche Tosto

Scattano 15 arresti tra Monza e Bergamo, l’indagine partita dal furto del Range Rover dell’imprenditore Le intercettazioni tra un detenuto a Pescara e la sua ex teatina: «Le chiavi sono nei barattoli della Nutella»
CHIETI. Un’organizzazione di ladri d’auto di lusso capace di rubare Range Rover, Bmw, Audi e Jaguar tra Milano, Monza e Bergamo e poi rivenderle in Germania, Albania e Montenegro. Dei 17 indagati (15 in carcere), due si muovevano anche tra Chieti e Pescara e uno sarebbe la mente del gruppo: dava ordini anche mentre era rinchiuso temporaneamente nel carcere di Pescara. Ieri, la banda è stata smantellata e alla base dell’indagine c’è anche il furto di un’auto da oltre 100 mila euro agli imprenditori Walter e Luca Tosto nel febbraio scorso.
L’organizzazione era composta in maggioranza da albanesi e anche da italiani, con ruoli precisi affidati a ciascun componente: c’era chi pedinava i proprietari, chi effettuava i furti e i tecnici che lavoravano alle auto per bonificare gli allarmi, azzerare le centraline, alterare i numeri di telaio, mettere targhe false e nascondere le macchine in garage a Monza.
Le vetture, rubate solitamente nei parcheggi degli hotel di lusso, in aree di sosta custodite e in posteggi dell’aeroporto di Milano Malpensa, erano portate via con l’utilizzo di disturbatori Jammer capaci di bloccare antifurti e gps. Le auto, poi, venivano nascoste in box affittati sotto falso nome e con falsi documenti, smontate e spedite in pezzi con numeri di telai e centraline modificati, oppure rimontate su telai di auto incidentate acquistate a poco prezzo. Sono 15 le vetture sequestrate durante le indagini dei carabinieri di Monza, partite nel marzo scorso, per un valore di 1,75 milioni di euro. E tra queste macchine c’è anche il «mostro» dei Tosto, rubato a Bergamo. Uno dei principali indagati, Alberto Mondanese, 54 anni di Milano, intercettato durante un periodo passato nel carcere di San Donato a Pescara, definiva proprio così l’auto. E nel giorno del ritorno in libertà, Mondanese ha trattato la cessione dell’auto dei Tosto a un marocchino residente a Seveso, detto il professore o Zio, Abderrahim Ibrahimi.
Mondanese ora è tornato in carcere: secondo l’accusa era l’autore dei furti e trattava la vendita. L’altra indagata abruzzese è la sua ex moglie, una bulgara di 33 anni residente a Chieti: secondo la ricostruzione dei carabinieri di Monza, la donna faceva da tramite tra il capo dell’organizzazione, l’albanese Ditmir Bushi, e Mondanese «per recuperare» le chiavi dei box in cui erano nascoste le auto rubate. Durante un incontro in carcere, Mondanese è stato ascoltato impartire ordini all’ex moglie su dove recuperare le chiavi di box: «Nel primo cassettino del mobiletto in fondo... dove prendo le pastiglie... ci sono due barattoli di Nutella, nell’altro tante cose, lo svuoti e ci sono le chiavi». Scarcerato nell’aprile scorso, circa un mese dopo la partenza delle indagini, Mondanese è tornato a rubare auto.
Per la vendita dell’auto rubata ai Tosto, Mondanese avrebbe ricavato circa tremila euro. È questa la cifra che spunta dalle intercettazioni: «Sono disperato, per fortuna ho racimolato qualcosa, 3.100 euro». I carabinieri di Monza, guidati dal tenente colonnello Simone Pacioni, nato a Roma ma originario di Teramo, hanno seguito lo scambio della Range Rover in diretta: la cessione, da Mondanese al marocchino, è avvenuta in un parcheggio sulla strada per Vimodrone. Le chiavi dell’auto dei Tosto erano state clonate, la targa era falsa e il numero di telaio era coperto.

