Traffico di cuccioli su internet, 4 indagati

Blitz di finanza e carabinieri: un’intera famiglia nei guai. Gli animali allevati tra gli escrementi e venduti online a 450 euro
SAN VITO CHIETINO. Allevavano i cuccioli in un canile lager, poi li vendevano illegalmente su internet. Il maxi affare messo in piedi da un’intera famiglia di San Vito Chietino è stato scoperto da guardia di finanza e carabinieri: A.C., 66 anni, la moglie A.I. (72) e i figli di 43 e 33 anni sono indagati per esercizio abusivo della professione veterinaria, gestione illecita di rifiuti e maltrattamento di animali. Il blitz ha permesso di salvare 61 esemplari di razze piuttosto costose: maltesi, barboncini e jack russel. Ogni cucciolo, allevato in pessime condizioni igienico-sanitarie, poteva fruttare ai denunciati anche 450 euro.
L’operazione ha visto in campo le fiamme gialle della compagnia di Lanciano al comando del capitano Alessandro Spada, i carabinieri forestali e della locale stazione e il personale dei servizi veterinari della Asl. Gli animali, costretti a vivere tra i loro escrementi, al buio e senza spazi sufficienti per la crescita, sono stati trovati in un casolare fatiscente nella periferia di San Vito. Le indagini, coordinate dal sostituto procuratore di Lanciano Serena Rossi, sono scattate dopo la segnalazione di una donna che ha permesso di appurare «come le condizioni di detenzione degli animali fossero largamente fuori legge», scrivono gli investigatori che hanno rinvenuto anche rifiuti di ogni genere, soprattutto scarti edili legati all’attività di movimento terra portata avanti dai due fratelli. I cuccioli erano in gran parte sprovvisti del microchip e finivano poi al centro di annunci pubblicati online. Dopo il sequestro di due fabbricati e i successivi accertamenti sanitari, gli animali sono stati trasferiti nei canili di Chieti, Lanciano, Guardiagrele e Ortona: adesso sarà possibile adottarli. Ma le indagini vanno avanti. Gli investigatori analizzeranno la documentazione sequestrata per ricostruire il giro d’affari, sicuramente ampio, come dimostrano i quasi duecento numeri di telefono di potenziali clienti appuntati su agende e quaderni.

