Transcollinare fino a Casoli I sindaci: subito i lavori

La prosecuzione della Chieti-Guardiagrele indispendabile per pendolari e aziende Dopo la lettera di Fara San Martino scatta la mobilitazione dei primi cittadini
CASOLI. Il completamento della transcollinare, prosecuzione della strada a scorrimento veloce Chieti-Guardiagrele, è un’opera che non ammette più ritardi o rinvii; ne vale della dignità di un territorio, delle sue aziende, del suo turismo, dei suoi lavoratori. Il resto è aria fritta. L’opera non può stare a cuore a un solo paese, Fara San Martino, ma deve diventare il chiodo fisso di altre amministrazioni che hanno l’obbligo di intraprendere iniziative, anche forti, anche impopolari, per pungolare Provincia, Regione e Governo. I sindaci di Casoli, Fara San Martino, Palombaro, Civitella Messer Raimondo, Lama dei Peligni, Palena, Lettopalena, Colledimacine, Taranta Peligna, Torricella Peligna, Gessopalena, Montenerodomo, sono tutti chiamati in causa e la loro azione dovrebbe essere indirizzata a superare anacronisti campanilismi e agire come un’unica forza.
Un intero territorio è all’avanguardia per il turismo e per la presenza d’importanti aziende del settore alimentare e non solo, ma se le infrastrutture sono ferme a vari decenni fa, tutto è vanificato. Dell’opera, della cui necessità si dibatte da decenni, esiste un progetto aggiornato con una stima del costo: 130 milioni di euro; appena otto chilometri di strada, due viadotti e tre gallerie; essenziali per alleggerire il traffico pesante in direzione Fara San Martino, località di riconosciuta importanza nella realtà occupazionale pedemontana. Fara offre 900 posti di lavoro fisso, richiamando ogni giorno 400-500 persone impiegate nelle cinque aziende alimentari del territorio. Al movimento della manodopera si aggiunge quello del trasporto delle merci. La pasta prodotta giornalmente - in media 12.000 quintali - e trasportata su strada, richiede l'impiego di cento Tir in partenza ogni giorno da Fara e diretti verso Guardiagrele e la Val di Sangro. Se si considerano anche i mezzi che trasportano le materie prime il numero delle bisarche raddoppia. Pensare che per arrivare alle aziende che esportano in tutto il mondo il marchio abruzzese e italiano e che garantiscono mille posti di lavoro, è necessario percorrere strade pericolose e anguste, dà l’idea dell’arretratezza della politica. Nei giorni scorsi il sindaco di Fara San Martino, Giuseppe Di Rocco, ha illustrato le difficoltà delle infrastrutture in una lettera ai presidenti della Regione e della Provincia, al prefetto, ai deputati e senatori abruzzesi e al presidente del Consiglio dei ministri, ma l’azione di un singolo spesso è insufficiente.
Matteo Del Nobile
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