Trasferiti i 42 migranti ospitati nell’hotel

Chiuso il centro di Torino di Sangro, il sindaco: «Turismo e immigrazione non sono compatibili»
TORINO DI SANGRO . Quarantadue immigrati hanno lasciato l’hotel Lecceta sulla riviera di Torino di Sangro. È stato chiuso definitivamente il Cas (Centro di accoglienza straordinaria). Ad annunciarlo è il sindaco Nino Di Fonso: «La prefettura ha compreso che turismo e immigrazione non sono compatibili. L’hotel Lecceta è in una zona turistica. Gli ospiti non sono certo stati abbandonati ma trasferiti in strutture di altri paesi del Vastese. Mi sono presentato ai cittadini con la massima umiltà ma con assoluta determinazione a mantenere la parola data: la valorizzazione del turismo è uno dei punti cardine del mio programma. Grazie ad un grande lavoro di squadra, ora il Cas è stato chiuso. Restituiamo al rione Borgata Marina la sua vocazione turistica pronti a ripartire con slancio nel 2021. Solo qualche anno fa, si criticavano le operazioni che le forze dell’ordine erano costrette a fare nel territorio. Oggi grazie al prefetto Armando Forgione ripartiamo motivati e decisi per ristabilire la legalità anche in altre strutture del paese occupate ancora abusivamente. Non intendo mandare alcuno per strada ma semplicemente trovare soluzioni legali e che non danneggino nessuno», afferma Di Fonso.
Il primo cittadino già nel luglio 2018 aveva fatto trasferire altrove i 54 migranti ospitati al Camping Sangro. Da quando era consigliere d’opposizione, Di Fonso ha sempre sostenuto l’incompatibilità del turismo con i centri di accoglienza. «Con il trasferimento degli ospiti dell’hotel Lecceta abbiamo fatto un grosso passo in avanti per la riqualificazione turistica della nostra località», dice il sindaco, «in un periodo reso difficile anche dal Covid, ora è necessario concentrarsi sui settori vitali della nostra economia e il turismo è uno di questi. La speranza è che la prossima estate ci porti tante soddisfazioni». (p.c.)

