Trasferito il giovane picchiato
Il 18enne preso a pugni lascia l’ospedale di Pescara: riabilitazione nelle Marche
LANCIANO. A un mese dall’aggressione subita dietro l’ex stazione Sangritana, Giuseppe Pio D’Astolfo, ha lasciato l’ospedale di Pescara. Il diciottenne, aggredito per futili motivi da una baby gang, ieri mattina è stato trasferito all’istituto di riabilitazione Santo Stefano di Porto Potenza Picena, in provincia di Macerata, specializzato nella riabilitazione neurologica. Qui il ragazzo sarà sottoposto a terapie specifiche per provare a recuperare il più possibile le funzionalità compromesse dal pugno che lo ha mandato in coma e gli ha procurato pesanti danni. Il giovane, ricoverato fino a ieri in Rianimazione, ha lasciato l’ospedale di Pescara con una prognosi di 90 giorni. Il trasferimento era stato programmato già due settimane fa, ma a causa della febbre era stato rinviato. A distanza di giorni le sue condizioni si sono stabilizzate e lo spostamento nel centro riabilitativo marchigiano è stato riprogrammato.
Attorno alla vicenda di Giuseppe Pio si è messa in moto la macchina della solidarietà, per sostenere la famiglia che deve affrontare le spese della trasferta e il lungo percorso di recupero del ragazzo. Tra le iniziative messe in campo, anche quella dell’ex giocatore di rugby, Andrea Lo Cicero, che ha messo all’asta la maglietta della nazionale.
Sul fronte delle indagini si attendono sviluppi. Per l’aggressione al diciottenne, avvenuta la notte tra il 17 e il 18 ottobre scorsi, sono cinque le persone indagate, tre minorenni, un diciottenne e un trentenne, tutti di etnia rom. Quel sabato sera Giuseppe Pio era dietro l’ex stazione insieme a due amici. I tre sono stati avvicinati dal gruppetto e sono partiti gli sfottò. Il ragazzo, incurante del pericolo, è stato colpito alla testa mentre si stava chinando per raccogliere lo zaino. A sferrare il pugno è stato un tredicenne, che nei giorni successivi ha ammesso il gesto. Per la sua giovane età non è imputabile. I cinque sono stati tutti denunciati alla Procura di Lanciano e a quella per i minori dell’Aquila. I carabinieri, diretti dal maggiore Vincenzo Orlando, hanno anche sequestrato i loro telefoni, sui quali è stata disposta la perizia. Sulla posizione dei cinque si attendono le decisioni dell’autorità giudiziaria.
Stefania Sorge

