Trasporto solo alla Croce rossa Ma gli altri ricorrono al Tar

VASTO. Il ricorso sul trasporto dei malati presentato dalle associazioni della Protezione civile del Vastese viene discusso oggi dai giudici del Tar di Pescara. Il Tar il 5 maggio scorso ha...
VASTO. Il ricorso sul trasporto dei malati presentato dalle associazioni della Protezione civile del Vastese viene discusso oggi dai giudici del Tar di Pescara. Il Tar il 5 maggio scorso ha riunificato tutti i ricorsi presentati nel Chietino dalle associazioni che hanno contestato la decisione della Asl di affidare in via esclusiva il servizio di trasporto sanitario alla Croce Rossa. Altre regioni (l'ultima qualche giorno fa è stata la Liguria) hanno bocciato il provvedimento perché ritenuto troppo oneroso. Sulla questione è stata redatta anche una direttiva europea che oggi sarà presa in considerazione.
«La questione è estremamente delicata», afferma l'avvocato Pierpaolo Andreoni, legale della Protezione civile. Andreoni impugnò il provvedimento della Asl Chieti-Lanciano-Vasto il 27 gennaio 2014 definendo le decisioni assunte dall'azienda sanitaria del Chietino «immotivate e soprattutto affatto convenienti dal punto di vista economico, quindi dannose per l'economia del territorio». La richiesta di sospensiva presentata a marzo è stata respinta, tuttavia i giudici hanno dichiarato la vicenda meritevole di approfondimenti. Oggi il Tar analizzerà quattro ricorsi. In ogni caso l'avvocato Andreoni si è riservato di presentare ricorso al Consiglio di Stato. L'affidamento del trasporto sanitario alla Croce Rossa a Vasto, Lanciano e Chieti è stato pubblicato il giorno di San Silvestro, ultimo giorno del 2013. L'azienda sanitaria avrebbe deciso di uniformare il trasporto locale a quello nazionale. Ma in molte regioni le contestazioni sono state accolte dai giudici e in qualche caso sospese. Un esercito di oltre 500 persone che per nove anni ha rappresentato una rete di soccorso immediato in 18 paesi del Medio e Alto Vastese ma anche a Vasto, San Salvo e Casalbordino, attende il verdetto. I ricorrenti punteranno soprattutto sui costi lievitati e sugli strumenti adoperati per gli interventi. «La Protezione civile», ha rimarcato nel ricorso Andreoni, «ha sempre lavorato a costi bassissimi ma con grande professionalità e personale altamente qualificato. L'ambulanza davanti all'ospedale (reperibile 24 ore su 24) veniva pagata 50 mila euro l'anno. Il nuovo gestore percepisce 240 mila euro». Nulla da dire sulle capacità dei volontari della Croce Rossa, sicuramente bravi e preparati. «Il problema è che davanti a continui tagli di mezzi e servizi giustificati dalla carenza di risorse , la Protezione civile non comprende quale altro motivo possa aver spinto l'azienda sanitaria a scegliere una soluzione che ha raddoppiato i costi del trasporto sanitario", insistono i volontari. (p.c.)
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