Trattori sulla pista ciclabile «Danni per 100mila euro»

Rovinato il manto stradale per chilometri e recinzioni divelte per parcheggiare Protestano Pupillo e l’imprenditore Primavera: ora passeremo alle denunce
LANCIANO. È allarme vandali sulla Via Verde. Non si arriva a finire un tratto di resinatura che segni di pneumatici, anche di mezzi pesanti, mandano all’aria il lavoro appena concluso. Mezzi motorizzati transitano sulla pista ciclopedonale della Costa dei trabocchi come se fosse una strada qualsiasi, il consueto accesso, ad esempio, per andare a lavorare nei campi. La Provincia di Chieti e l’impresa che sta eseguendo i lavori, esasperate, annunciano più controlli e pugno duro contro chi infrange l’accesso al cantiere della Via Verde.
A raccontare gli atti vandalici sulla ciclovia sono le immagini catturate dagli stessi addetti ai lavori, che spesso si trovano davanti agli occhi scene surreali. Come un trattore gommato o un mezzo da lavoro privato che transita tranquillamente su quello che invece è un percorso per bici e pedoni. «Buongiorno, l’asfalto è fresco», dice un operaio al conducente di una Panda che percorre la Via Verde come fosse la cosa più normale del mondo. «Non sono di qua, mi sono perso», si giustifica l’automobilista beccato, «posso uscire di qua?». Nella zona di Casarza, a Vasto, gli operai hanno trovato buchi nella resina, a forma di artiglio, che si ripetono a cadenza di due metri per un chilometro e mezzo: probabilmente si tratta del segno lasciato da una vangatrice. Per non parlare delle recinzioni sistematicamente divelte per passare sulla Via Verde e parcheggiare i veicoli ai bordi. «Le zone più colpite sono quelle del tratto di Vasto, Torino di Sangro e Fossacesia», dice Paolo Primavera della Cogepri, capofila del raggruppamento di imprese che sta completando la Via Verde, «troviamo segni, nell’asfalto e nella resina freschi, del passaggio di trattori, camion, mezzi da lavoro. La ciclovia viene scambiate per una strada di servizio, a partire da chi vi risiede e soprattutto da chi possiede terreni in prossimità. Questi mezzi arrecano danni alla resinatura e alla pavimentazione, costringendoci a ripetere l’intervento. Ci sono già costati circa 100mila euro».
«Non è più possibile tollerare questi atti vandalici», tuona il presidente della Provincia, Mario Pupillo, «pensavo fosse chiara a tutti l’importanza di quest’opera e invece non c’è rispetto per la cosa pubblica. Non possiamo chiudere il cantiere con ostacoli non removibili perché va garantito l’accesso ai mezzi di soccorso. È il senso civico e il rispetto delle norme che devono prevalere. Dal canto nostro intensificheremo i controlli e commineremo sanzioni, oltre a denunciare questi episodi alle autorità competenti. In una seconda fase penseremo alla videosorveglianza». «Chi usufruisce abitualmente o abita lungo la pista segnali queste situazioni», è l’appello di Primavera, «sono tutti sempre molto attenti ad ogni minimo particolare di quello che facciamo, ma mai nessuno ci ha segnalato trattori o mezzi pesanti danneggiare la pista ciclabile».

