Travolse con il tir un operaio, condannato

Vasto. Pena di undici mesi per omicidio stradale al camionista che nel 2019 causò la morte di Palucci
VASTO . Ieri avrebbe compiuto 58 anni ma Paolo Palucci è morto il 31 luglio 2019 travolto da un tir. Ieri il gup del Tribunale di Vasto, Fabrizio Pasquale ha condannato con il patteggiamento il camionista che lo investì, G.P., 56 anni di Monterado di Trecastelli (Ancona). Undici mesi di reclusione per omicidio stradale, con la sospensione della patente per 6 mesi: questa la condanna. «Un pò di giustizia per Palucci e i suoi familiari», annota lo Studio3A che ha assistito la famiglia della vittima. L’uomo morì dopo 6 ore di agonia. Quando venne travolto dall'autoarticolato stava lavorando in un cantiere stradale. Palucci e altri due colleghi, dipendenti della società 3S Safety, erano scesi da un autocarro fermo sulla corsia d'emergenza e stavano scaricando il materiale per la segnaletica stradale: cartelli, birilli, cavalletti. All'improvviso arrivò l’autoarticolato che procedeva a una velocità di 90 km/h.
Quando vide gli operai, l’autotrasportatore frenò bruscamente lasciando sull’asfalto una scia di 32 metri. Riuscì ad evitarli con la motrice, ma urtò il furgone Daily colpendo Palucci, che si trovava accanto al mezzo. L’operaio trasportato in elisoccorso all’ospedale di Teramo in condizioni disperate, morì sei ore dopo. Il sostituto procuratore Michele Pecoraro aprì un fascicolo per il reato di omicidio stradale iscrivendo nel registro degli indagati il camionista. I familiari della vittima si affidarono, attraverso il consulente legale Mario Masciovecchio, allo Studio3A-Valore S.p.A., società specializzata a livello nazionale nel risarcimento danni e nella tutela dei diritti dei cittadini.
«Gli esperti», annota lo Studio3A, «rilevarono subito diverse responsabilità del camionista. L’Iveco era parcheggiato correttamente sulla corsia di emergenza e la presenza del cantiere era segnalata». Alle stesse conclusioni è arrivata la Procura, che ha chiesto il rinvio a giudizio per l'autotrasportatore «perché per negligenza, imprudenza e imperizia, e violando il codice della strada provocò la morte di Paolo Palucci» . All’imputato il pm ha contestato anche di aver «omesso di regolare la velocità nonostante un cartello invitasse gli automobilisti a rallentare per la presenza di uomini sulla strada. Ieri nel corso dell’udienza preliminare, l’imputato ha chiesto e ottenuto di patteggiare la pena. «Ora», annota lo Studio3A, «aspettiamo dalla compagnia di assicurazione del camion, un equo risarcimento per la famiglia della vittima». (p.c.)
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