Travolta in bici da un’auto, processo al via

Vasto. La ferita riportò traumi importanti. Gli avvocati della difesa: si profila la corresponsabilità
VASTO. Nel 2018, mentre percorreva la statale, a Vasto Marina, ha investito una giovane sbucata in sella a una bicicletta da una traversa laterale e che stava attraversando l'Adriatica in diagonale.
Ieri G.G., 63 anni, nato a Motta Montecorvino, è comparso davanti al giudice del tribunale di Vasto, Tito Antonini. L'automobilista è accusato di lesioni colpose. La ragazza, scaraventata sull'asfalto, riportò traumi importanti. Dopo un primo ricovero a Vasto, fu trasferita a Pescara in prognosi riservata.
G.G. è assistito dagli avvocati Simone Troiano e Monica Scutti. «Vista la dinamica e quello che è emerso nel corso degli accertamenti, si profila l'ipotesi della corresponsabilità», dice l'avvocato Troiano. «È stato accertato che il mio cliente guidava la sua BMW a 50 chilometri orari. L'incidente è avvenuto alle 18 di un pomeriggio d'inverno e la zona era buia. Sottoposto ai test alcoolemici e tossicologici, è risultato negativo. Il comportamento del mio assistito è stato corretto, purtroppo non è riuscito ad evitare la ciclista».
Un ruolo importante nella vicenda giudiziaria sarà quello dei periti che hanno eseguito rilievi e accertamenti. I consulenti tecnici saranno ascoltati nel corso della prossima udienza il 23 luglio. Se riconosciuta, la corresponsabilità potrebbe costituire un precedente. La ragazza investita, che dopo una lunga degenza ha riportato postumi permanenti dovuti ai traumi subiti nell'incidente, è già stata risarcita. La ragazza e la sua famiglia non si sono costituiti parte civile.
Ieri il giudice Antonini ha ascoltato la testimonianza dei carabinieri. Il 23 luglio i periti daranno il loro parere tecnico. Successivamente ci sarà la fase dibattimentale. Terminata la fase istruttoria è prevista la sentenza. (p.c.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA .

