«Travolta la vita di tutti noi Ognuno faccia la sua parte»

LANCIANO . Una lettera scritta con il cuore e rivolta a tutti i fedeli in un momento di emergenza. L’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, monsignor Emidio Cipollone, si è rivolto alla comunità...
LANCIANO . Una lettera scritta con il cuore e rivolta a tutti i fedeli in un momento di emergenza. L’arcivescovo della diocesi Lanciano-Ortona, monsignor Emidio Cipollone, si è rivolto alla comunità diocesana per la vicenda del coronavirus che ha cambiato la quotidianità di tutti noi. «La nostra vita è stata travolta in un attimo», dice l’arcivescovo. «Guardo l’agenda e, quasi con le lacrime agli occhi, vedo gli innumerevoli impegni che erano previsti per questo tempo forte della Quaresima e che, invece, si son dovuti tutti annullare», scrive Cipollone nella missiva. «Ciò che ci insegna questa pandemia è che non è possibile pensare di farcela da soli», aggiunge, «dobbiamo, responsabilmente, ricordarci che l’emergenza si affronta nella collaborazione e nella solidarietà, facendo ciascuno la propria parte. E se questo vuol dire cambiare le nostre abitudini e i nostri stili di vita per un periodo, facendo dei sacrifici e accettando inevitabili misure restrittive, sono certo che tutti noi crediamo che tutto ciò sia per il bene di tutti e per il futuro di ciascuno».
L’arcivescovo rimarca che in questo frangente sono numerose le persone impegnate per non lasciar andare alla deriva nessuno. «Penso, quindi, ai medici e agli infermieri, ai ricercatori e ai volontari, ai governanti, ai sindaci e agli uomini e alle donne delle istituzioni in genere, agli operatori Caritas e a chiunque altro opera nel campo della solidarietà, ai genitori e ai nonni, ai giovani, agli insegnanti e ai tanti che operano nel mondo del lavoro, alle varie forze dell’ordine e ai sacerdoti», sostiene. «Penso, ancora, a tutti coloro che, in un qualunque modo, collaborano al superamento di questo momento. Agendo tutti insieme, e con una comune responsabilità, saremo, certamente, in grado di contribuire alla risoluzione di questo tempo così duro e difficile».
Quindi rivolge un pensiero speciale: «La mia preghiera e il mio ricordo vanno a chi è malato affinché possa guarire presto e tornare alla quotidianità della vita e alle famiglie che sono state colpite dal lutto e che, a causa delle restrizioni di questi giorni, non possono avere nemmeno la consolazione della celebrazione funebre», sostiene monsignor Cipollone. «La mia preghiera e il mio ricordo, inoltre, vanno a tutte le persone che si sentono smarrite e a quelle che sperimentano una grande sofferenza, non potendo partecipare alla celebrazione quotidiana o domenicale dell’Eucaristia né fare la comunione».
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