Tre diffide alla Pavimental «Basta fumi e gas nocivi»

23 Maggio 2018

Ortona, Nsc accusa l’attività dell’azienda e si schiera con gli abitanti di Tamarete Il responsabile di cantiere: «Tutte le carte in nostro possesso sono in regola»

ORTONA. Scattano le diffide per l’attività svolta dalla Pavimental ad Ortona. Sono tre quelle presentate in un solo mese verso le pubbliche autorità da alcune famiglie che risiedono a ridosso dell’impianto di asfalti che opera in contrada Tamarete. A renderlo noto è l’associazione Nuovo senso civico (Nsc). «Con le diffide», fa sapere, «si chiede che vengano arrestate le insopportabili emissioni di fumi da combustione e di altri gas nocivi da idrocarburi prodotti». Secondo le famiglie che vivono in quella zona da prima della realizzazione dell’impianto, quest’ultimo sarebbe non lontano dalle loro case, ecco perché «denunciano non solo l’illegittimità della troppo vicina posizione alle abitazioni, ma anche l’esercizio dell’attività visto che l’impianto non ha concluso il procedimento autorizzativo», chiariscono da Nsc. «Pertanto non ci sono prescrizioni cautelative da attuare né aggiornamenti delle regole da seguire. Nonostante una preoccupante indagine epidemiologica agli atti, che ha rilevato i rischi sanitari e la pericolosità delle lavorazioni, e ben tre procedimenti giudiziari passati e vinti», continua l’associazione, «le famiglie non sono finora riuscite ad ottenere alcuna vigilanza o azione di moderazione e disciplina sulle attività della Pavimental. L’azienda ha infatti continuato imperterrita ad affermare un suo diritto ad affumicare l’aria dei vicini, di notte e di giorno, senza alcun rispettoso ritegno». Adesso i residenti di quella zona ortonese attendono dei segnali concreti che possano risolvere il disagio da loro stesso segnalato. E le parole usate a tal riguardo da Nuovo senso civico sono pesanti: «Le famiglie sono sconcertate e sdegnate dall’immagine di omissiva inettitudine delle pubbliche autorità, che sembrano condividere con Pavimental una mancanza di rispetto per i diritti e la salute dei comuni cittadini e un’impressionante incuria per le regole della civile convivenza» dichiara l’associazione senza usare mezzi termini. «Le tre diffide, nemmeno a dirlo, non hanno avuto alcuna formale risposta, da nessuno». Ed allora ci si chiede: «Cosa si deve fare per avere qualche giustizia? Lo dicano le pubbliche autorità, lo dicano presto perché la sopportazione delle famiglie sta già traducendosi in disagi incresciosi e in pericolose malattie, che è illusorio pensare colpiscano solo loro».
Il Centro ha contattato telefonicamente l’azienda per avere un commento sulle rimostranze presentate da parte della comunità ortonese e darle modo di esprimere la propria versione. Siamo così riusciti a parlare con il responsabile di cantiere che ha usato poche ma inequivocabili parole: «Dalle carte ufficiali in mio possesso, sono in regola», si è limitato a dichiarare. Ma per i cittadini di Tamarete il capitolo è tutt’altro che chiuso.
©RIPRODUZIONE RISERVATA