Tre feriti nella rissa alla Marina, caccia a una decina di aggressori

La scena della notte tra sabato e domenica ripresa dalle immagini della videosorveglianza dei locali Menna: se qualcuno ha visto, aiuti gli investigatori. Prospero: il Comune si attivi per più telecamere
VASTO. Gli aggrediti sono tre, una decina gli aggressori. Sono questi i numeri della rissa, l'ennesima scoppiata a Vasto Marina la notte di domenica. Le tre vittime sono state identificate dai carabinieri, gli aggressori sono in fase di identificazione: pare che alcuni siano pugliesi. Qualche testimone e soprattutto le immagini della videosorveglianza aiuteranno gli investigatori a scoprire chi fra i dieci giovani ha aggredito fisicamente i rivali. La riservatezza dei carabinieri induce a sperare che le indagini siano a buon punto.
Vasto non accetta la violenza. La città è stanca di subire comportamenti che non giovano alla sua immagine. Ancora di più perché a detta dei carabinieri la discussione degenerata in rissa sarebbe sorta per "futili motivi". Le vittime, tutte ventenni, erano in un locale. Per motivi da appurare è nata una discussione con un gruppo di coetanei. Il tono di questi ultimi è diventato aggressivo. La discussione è proseguita fuori del locale. Dalle parole gli aggressori sono passati ai fatti. L'arrivo dei carabinieri, avvisati da una chiamata al 112, ha costretto la gang a scappare. I giovani hanno preso direzioni diverse. Raggiunte le auto si sono dileguati. Fondamentali saranno le immagini della videosorveglianza. Le telecamere potrebbero aver ripreso all'interno del locale il volto di qualcuno dei litiganti.
«Chiediamo al sindaco di attivarsi», dice il consigliere di minoranza Francesco Prospero (FdI), «per ottenere dal ministero i fondi per il potenziamento della videosorveglianza. Sapere di essere ripresi è un deterrente. Contestualmente è necessario aumentare l'organico delle forze dell'ordine e disporre servizi di vigilanza anche da parte della polizia locale».
Le autorità preposte sono pronte a disporre nuovi Daspo, dopo quelli emessi dalla questura a fine giugno. Le forze dell'ordine da mesi sono impegnate ad arginare quella che viene definita “pericolosità sociale”. La necessità di prevenire altri gravi episodi che minacciano l'incolumità dei cittadini potrebbe per questo sfociare in nuovi divieti e allontanamenti.
Nel frattempo, i carabinieri confidano nella collaborazione dei cittadini. «Se qualcuno ha visto gli aggressori che fuggivano racconti ai carabinieri quello che sa», è l'invito del sindaco Francesco Menna che sollecita i vastesi a mettere al bando l'omertà. I residenti della riviera tornano a chiedere un posto fisso di polizia. Vasto Marina fino a qualche anno fa era un quartiere tranquillo. Dalla fine del lockdown sono cominciati i problemi: furti di auto e nelle case, aggressioni e risse. Grazie al prefetto di Chieti, Armando Forgione, e ai pattuglioni delle forze dell’ordine che hanno vigilato tutta l'estate sulla riviera, era stato messo un freno ad atti di teppismo, furti, risse e aggressioni.
«Ma i pattuglioni sono finiti e purtroppo si sono ripresentati i problemi. Vasto marina», insistono i cittadini, «ha bisogno della presenza fissa di una pattuglia. Nonostante l'impegno le forze dell'ordine risultano insufficienti per controllare l'intero territorio. Di notte qui accade di tutto», dicono i residenti invocando l'inserimento della riviera nei servizi diurni della polizia locale e notturni di carabinieri e polizia.
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