Tre giorni di festa, si accende la lampada

6 Agosto 2019

GUARDIAGRELE. Partono oggi le feste patronali in onore di San Donato e Sant’Emidio. Poco dopo le 18 ci sarà la processione che, partendo dall’imbocco di via San Donato, arriverà fino alla chiesa dell’...

GUARDIAGRELE. Partono oggi le feste patronali in onore di San Donato e Sant’Emidio. Poco dopo le 18 ci sarà la processione che, partendo dall’imbocco di via San Donato, arriverà fino alla chiesa dell’omonimo santo, dove alle 18.30, il sindaco Simone Dal Pozzo procederà alla tradizionale cerimonia di accensione della lampada. Alle 21, in piazza San Francesco, musica con il gruppo Regina Queen Tribute. Domani, giorno di San Donato, alle 6.30, nella chiesa del Santo è previsto l’arrivo dei pellegrini, partiti a piedi due ore prima da contrada San Domenico. Successivamente, alle 17.30, processione verso la chiesa di Santa Maria Maggiore con la sfilata in corteo delle famose “conche di grano” portate dalle donne in costume abruzzese e il carro dei doni con la partecipazione del Laboratorio Tradizioni d’Abruzzo “Lu Ramajettè”. Alle 18 si andrà avanti con la concelebrazione eucaristica e, alle 19, con la processione in onore di San Donato, seguita dalla banda Città di Guardiagrele. In serata, alle 21, in largo Garibaldi, il clou della festa con il concerto gratuito di Eugenio Bennato e la sua band. Al termine, alle 23.45, la festa si concluderà con una fiaccolata dalla chiesa di Santa Maria Maggiore a quella di San Donato. Giovedì 8, Sant’Emidio, dopo le messe delle 9.30 e delle 18, alle 21, in piazza Santa Maria Maggiore, spettacolo musicale con l’orchestra di fiati Città di Guardiagrele, diretta dal maestro Manuele Filoso con la partecipazione straordinaria delle voci soliste di Vania Salvatore e Stefano Cirulli. Alle 24, infine, l’estrazione della lotteria. «Buona festa patronale a tutti», dice Dal Pozzo, «a chi la promuove e organizza; a chi dà il suo contributo e il suo sostegno; a chi è in città e a chi è lontano e, soprattutto, a chi non può viverla pienamente a causa di impedimenti o malattia».
Giovanni Iannamico