Tre milioni per il tunnel Ma è chiuso da dieci anni

Riesplode la polemica sul collegamento pedonale tra centro e terminal Marzoli: «È inaccettabile». Di Vincenzo: «Hanno rinunciato ai nostri soldi»
CHIETI. «Alla vigilia di un evento importantissimo per la comunità teatina come la processione del Venerdì Santo, ci troviamo a denunciare ancora una volta l’ennesima opera incompiuta, il tunnel di largo Barbella. In consiglio comunale abbiamo presentato un’interrogazione in merito il 26 settembre del 2016. Ci era stato garantito dall’assessore Raffaele Di Felice che la struttura sarebbe stata inaugurata a Pasqua 2017. Ma così non è stato».
Il consigliere comunale Pd Alessandro Marzoli non demorde sul caso del tunnel pedonale “della vergogna”, quello che avrebbe dovuto collegare il centro città con il terminal di via Gran Sasso. Un’opera da 2 milioni e 760mila euro, concepita e avviata dall’ex governo cittadino di centrosinistra e che resta un cantiere fermo. «Questa struttura, su cui sono stati investiti quasi 3 milioni di euro, da dieci anni aspetta il completamento dei lavori e l’inaugurazione», continua Marzoli, «dopo tante promesse resta impossibile parcheggiare ed accedere alla città». Poi la cronistoria: «La Camera di commercio aveva dato la disponibilità a sostenere l’apertura di questa struttura», ricorda il consigliere Pd, «con la promessa del sindaco Di Primio davanti a centinaia di cittadini e ad associazioni di categoria che in poco tempo il tunnel sarebbe stato aperto. Oggi ci troviamo ancora in questo stato, cosa inaccettabile per un capoluogo di provincia che vuole tornare a vivere». Riporta poi alla memoria un percorso intricato. «Ci sono stati molti problemi dal punto di vista tecnico-giuridico», prosegue Marzoli, «un iter complesso a cadenze annuali dal 2011 al 2012 e al 2013. Era sempre arrivato il momento giusto per terminare i lavori e dopo tanti anni e tanti milioni di investimenti con i soldi dei cittadini non riusciamo ancora, per mancanza evidente di volontà politica o di dedizione, ad aprire una struttura che oggi necessita senza ombra di dubbio di essere completata e inaugurata».
Ma quali le progettualità concrete proposte dal consigliere dem per la città? «Vogliamo un progetto di mobilità sostenibile, quindi lo snellimento del traffico, maggiore qualità dell’aria, tutela dell’ambiente, aumento delle economie», aggiunge Marzoli, «perché se c’è maggiore accessibilità c’è anche una rivitalizzazione dal punto di vista economico del centro storico. Oggi tutto ciò, in queste condizioni, non è possibile attuarlo». Sono passati due anni, intanto, da quando il presidente della Camera di commercio Roberto Di Vincenzo si dichiarò disponibile ad un cofinanziamento per i lavori ma, poi, «c’è stato un nulla di fatto», dice oggi il presidente. «Quando avanzammo la proposta di sostegno –oggi per altro non ne avremmo più la possibilità– ci siamo proposti per contribuire ai costi e terminare l’opera», precisa Di Vincenzo. Ma quale fu la risposta dell’amministrazione comunale? «L’ascensore si sarebbe fatto perché c’era un finanziamento regionale. Il sindaco mi disse che c’erano dei finanziamenti. Poi non ho più avuto ulteriori notizie». Un’altra occasione mancata? «Spero ci siano risorse che rappresentino un’opportunità reale, dal momento che ritengo l’opera fondamentale», continua il presidente, «darebbe vita ad una delle interconnessioni indispensabili per Chieti. In ogni caso, per parte nostra, poi abbiamo investito su altre iniziative, come quella del Progetto Chieti».
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