Tre volontari in Burkina Faso per aiutare i bambini

CASTEL FRENTANO. Il volo da Roma è alle 11,20 di domani, l’arrivo a mezzanotte dello stesso giorno: destinazione Burkina Faso. Motivo del viaggio: volontariato. Nadia Carosella, medico anestesista...
CASTEL FRENTANO. Il volo da Roma è alle 11,20 di domani, l’arrivo a mezzanotte dello stesso giorno: destinazione Burkina Faso. Motivo del viaggio: volontariato. Nadia Carosella, medico anestesista rianimatore nell’ospedale di Lanciano, suo figlio Antonio Iarlori, laurea in Economia aziendale alla Cattolica di Milano, e Miriam Salerno, laureanda di Scienze politiche, di Castel Frentano, sono tesi prima di intraprendere quest’esperienza che li vedrà impegnati fino al prossimo 16 gennaio.
La decisione di partire nasce da due coincidenze: la sorella del medico ai primi dello scorso agosto torna dalla messa del Miracolo eucaristico a Lanciano e dice: «Sai, padre Giacomo è tornato dal Burkina Faso e cerca medici, infermieri, personale vario, che intenda fare esperienza in Africa». La seconda coincidenza passa attraverso il sindaco Gabriele D’Angelo, amico di padre Giacomo da almeno quindici anni, che invita il religioso a Castel Frentano per un incontro con gli ospiti del Centro Fraternitas e con dipendenti e consiglieri comunali. Nadia Carosella, che è consigliere di minoranza, decide di rompere gli indugi e dà la sua disponibilità a partire. A lei si affiancano il figlio e Miriam.
«Vado in Africa utilizzando le mie ferie», dice Carosella per sgombrare il campo da facili illazioni e aggiunge: «Lavorerò in un piccolo ospedale, dove avrò cura soprattutto di bambini con patologie che il mondo Occidentale ha per fortuna messo quasi alle spalle: mal nutrizione, meningiti, tbc, aids. Mio figlio affiancherà padre Giacomo, mentre Miriam, che conosce bene il francese, starà accanto a me in ospedale». La studentessa di Scienze politiche, che ha parlato di questo viaggio ai professori, al suo rientro farà la tesi sul Burkina Faso, nazione nella quale c’è stato un colpo di Stato, popolata da oltre 12 milioni di abitanti, al centro dell’Africa occidentale, con l’80% della popolazione che vive in zona rurale. I francescani conventuali hanno lì una missione dal 2001. E il pericolo Ebola? «Non ho paura», dice Carosella, «perché quel Paese non ne è colpito. Non sarà comunque un viaggio di piacere. Sono certa che alla fine saremo noi a ricevere tanti insegnamenti e un modo diverso di affrontare la vita».
Matteo Del Nobile
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