Treglio, la Finanza mette i sigilli a centrale termica e sansificio

22 Gennaio 2015

La Procura ottiene il sequestro preventivo degli impianti a biomasse e della sansa: bruciati quantitivativi superiori di materiale rispetto al consentito, triplicate le emissioni di monossido di carbonio

LANCIANO. La Procura di Lanciano ha chiesto e ottenuto il sequestro preventivo della centrale termica a biomasse e del sansificio di Treglio. La richiesta, al gip del tribunale di Lanciano, è arrivata al termine della indagini, condotte dal comando aeronavale della guardia di finanza di Pescara, e dei rilievi eseguiti dai super consulenti tecnici nominati dalla Procura, gli stessi del caso Ilva. I reati ambientali accertati riguardano violazioni del decreto Tutela ambiente: nell'impianto di produzione dell'energia elettrica sono stati bruciati quantitativi superiori di materiale rispetto al consentito e, presumibilmente, anche di materiale diverso da quello consentito; per il sansificio si registrano emissioni triplicate di monossido di carbonio. Per entrambi gli impianti viene contestato lo smaltimento illecito delle ceneri, classificate come rifiuti riutilizzabili per risparmiare, ma non lo erano. "Non abbiamo nessun elemento per ritenere che queste condotte abbiano conseguenze nocive sulla salute delle persone" precisa il procuratore capo Francesco Menditto. Il sansificio era già chiuso, mentre la centrale a biomasse è in via di spegnimento. (s.so.)