Tregua armata Di Vincenzo-De Cesare

31 Maggio 2015

Il presidente Camera di commercio: nessun problema, sia padre che figlio hanno già ruoli significativi

CHIETI. Cambiano gli equilibri interni alla Camera di commercio? A guardare la nomina del secondo vice presidente di Roberto Di Vincenzo potrebbe sembrare di sì. Se, infatti, non ci sono state sorprese per la nomina del primo vice (quello più importante, trattandosi del vicario) nella persona di Marisa Tiberio, la scelta del secondo, caduta sulla figura del direttore provinciale di Confesercenti, Lido Legnini, ha destato sorpresa. Indiscrezioni, infatti, parlavano di un patto interno a Confindustria che avrebbe portato il giovane Paolo De Cesare ad assumere la carica, patto che avrebbe sdoganato la candidatura Di Vincenzo su cui Confindustria continuava a nicchiare. Si ricorderà, infatti, che Confindustria, associazione più rappresentativa nell’ente camerale, non scioglieva le riserve sul proprio candidato presidente, oscillando tra Di Vincenzo e il vice presidente nazionale dell’Ance, Angelo De Cesare. Solo quando si composero i giochi in Confindustria, la candidatura Di Vincenzo non incontrò più ostacoli, arrivando ad una elezione quasi plebiscitaria. Di Vincenzo, però, smentisce che ci siano problemi di alcun tipo con la famiglia De Cesare: «Angelo De Cesare è stato appena nominato presidente dell’Agenzia di sviluppo della Camera di commercio e Paolo De Cesare siede in giunta», sottolinea il presidente, «ruoli molto significativi per entrambi». Come mai, però, la scelta della seconda vice presidenza è caduta proprio su Legnini, uno degli ultimi ad appoggiare la candidatura e, tra l’altro, un direttore di un’associazione di categoria e non un imprenditore? «Ho sempre avuto l’intenzione di cercare una gestione quanto più unitaria possibile», ha risposto il presidente, «di qui il dialogo aperto con Confesercenti. È vero, inoltre, che il mio progetto intende dare più spazio agli imprenditori che ai direttori delle associazioni, ma c’è da considerare che sia io che la Tiberio siamo imprenditori». Con i De Cesare, dunque, ribadisce Di Vincenzo, «nessun problema», anche se l’aria che tira sembra essere piuttosto quella di una tregua armata.

Paolo De Cesare, intanto, insieme a Di Vincenzo, Tiberio, Legnini e il presidente di Confartigianato Francesco Angelozzi sono stati nominati membri di un tavolo costituito dall’ente camerale che dovrà varare un progetto di rilancio del colle teatino, insieme alla “d’Annunzio” e all’Arcidiocesi.(a.i.)