Trevisan: «E’ vero, punto alla Thales»

Pronto a rilevare quasi tutti i lavoratori dell’azienda occupata. Svelato il competitor: D’Arrezzo di Tekne- Poggiofiorito
CHIETI. «Mi chiamo Trevisan, ho un cognome non abruzzese, ma io sono abruzzese e alla mia terra ci tengo. Ecco perché quello che mi auguro, indipendentemente se riuscirò a comprare o meno Thales Chieti, è che chi per tanti anni ha utilizzato il nostro territorio, sia in grado anche di lasciare qualcosa per questa terra». Cresciuto a Chieti, laureato alla facoltà di Economia a Pescara, Giulio Trevisan, amministratore della Comec Innovative, conferma di essere lui uno dei due imprenditori abruzzesi interessati a rilevare il sito teatino della Thales. D’altronde, da circa sette mesi, la sua Comec (sigla che sta per costruzioni meccaniche) coabita già con la Thales. La Comec, infatti, si trova all’interno dei cancelli della ex Telettra, avendo ricomprato l’edificio all’angolo tra via Mattei e via Piaggio. Thales occupa una parte dello stesso edificio e lo stabile che si trova dirimpetto. Ma se a livello strutturale c’è solo un tramezzo che separa Comec e Thales, per quanto riguarda la trattativa è tutto da vedere.
Trevisan conferma la volontà di andare avanti. Ma non a tutti i costi. Sulla sua strada ci sono le strategie del management italiano della multinazionale francese, non ancora del tutto chiare, e anche un’altra impresa interessata al sito di via Mattei. Si tratta della Tekne di Ambrogio D’Arrezzo, che ha due sedi in Italia e una in Tunisia a Sousse. La sede principale è quella di Poggiofiorito, l’altra è a Guastalla.
Nata nel 1990, la Tekne lavora nei campi elettronica e veicoli industriali. Tra i diversi settori di cui si occupa c’è anche quello della difesa. Esattamente lo stesso in cui lavora Thales Chieti. Questo fa sì che l’interesse di questa azienda nei confronti del sito di via Mattei non sia solo su attrezzature e know how, ma anche sulle commesse del sistema difesa. La Comec, invece, ha intenzione di procedere su un’altra strada: «Vogliamo attuare una riconversione della produzione nel settore civile», dice Trevisan. «Il sito lavorerà sempre sulla sicurezza, ma non più in campo militare». La Comec, che ha da tempo abbandonato la produzione delle macchine utensili, ora lavora in tutto il mondo per aziende che si occupano di componenti per aeronautica, aerospaziale e automotive, realizzando le macchine che producono questi componenti.
Nata nel 1965 Comec, insieme all’altra azienda di famiglia Aesis che produce macchine nel settore dell’assorbenza, dà lavoro a una cinquantina di addetti. Il nuovo personale Thales, grazie all’alto profilo professionale, avrebbe già una precisa collocazione, grazie a un nuovo progetto portato avanti insieme a un imprenditore di Bergamo, «con cui abbiamo già ideato un prototipo per garantire la sicurezza durante i grandi eventi», dice Trevisan, «il prototipo si chiama 037 Smitt ed è già stato testato in occasione del Vinitaly e di altri eventi sportivi. La struttura Thales sarebbe perfetta per la produzione dello 037 Smitt. Nel giro di due anni, saremmo in grado di riassorbire tutti i lavoratori del sito teatino».
Con l’esclusione, però, dei 26 che andrebbero a lavorare sul progetto St@r Mille, la cui procedura di cessione di ramo d’azienda va avanti. Esclusa la quota St@r Mille, esclusa una decina di lavoratori che resterebbero con Thales, la restante forza lavoro potrebbe far al caso di Comec.
«Una parte la riassumeremmo subito in base alle nostre esigenze aziendali. Il resto man mano che entrerà a regime la produzione del nuovo prototipo». Quanto allo sciopero dei lavoratori che stanno presidiando quasi da un mese lo stabilimento: «E’ una protesta che condivido», dice senza mezzi termini Trevisan, «pur essendo un imprenditore, penso che sia giusto che i lavoratori difendano i loro diritti. Anche perché in questo caso non si tratta solo della difesa del posto di lavoro, ma anche di quella del settore ricerca in Abruzzo. Se Thales va via, è la nostra regione che risulta impoverita. Non trovo giusto che chi ha preso, vada via senza lasciare nulla». (a.i.)

