Tribunale a rischio chiusura: è sciopero

13 Gennaio 2022

L’astensione dalle udienze del 20 e 21 gennaio decisa dall’Ordine degli avvocati di Lanciano 

LANCIANO. Due giorni di sciopero, il 20 e 21 gennaio, contro la chiusura del tribunale di Lanciano, ma anche degli altri presidi di giustizia abruzzesi di Avezzano, Sulmona e Vasto. È la nuova battaglia iniziata dagli ordini forensi dei 4 tribunali che dal prossimo 14 settembre dovranno chiudere, per ottenere un’ulteriore proroga, almeno di due anni, per avere poi una riforma complessiva della geografia giudiziaria che sarà comunque modificata per via della revisione dell’interno sistema giustizia. A decidere lo sciopero, che c’è anche nelle altre 3 città, l’assemblea degli avvocati di Lanciano riunita in modalità telematica a causa della pandemia.
«In realtà il nostro obiettivo più immediato è farci ascoltare dal ministro e dal governo perché abbiamo tutte le ragioni per evitare l’accorpamento ai tribunali di Chieti per noi di Lanciano e dell’Aquila», spiega il presidente dell’Ordine degli avvocati frentano Silvana Vassalli. Finora le proroghe, dal 2012, sono state concesse per l'inagibilità degli edifici giudiziari accorpanti a seguito degli eventi sismici del 2009 e del 2017. «Ed è vero che gli interventi strutturali sono stati fatti, o meglio hanno “progettato” la ristrutturazione, previo acquisto, di vecchi palazzi vicini alla sede del palazzo di giustizia accorpante con costi esorbitanti e tempi "previsti" 5 anni», precisa la presidente, «ma ci sono criticità logistiche e di capienza per trasferire gli uffici giudiziari di Lanciano, Vasto e la sezione distaccata di Ortona».
E poi c’è il problema del decreto milleproroghe che non prevede ulteriori slittamenti. «E invece vorremo far capire che la proroga serve anche “tecnicamente”», aggiunge Vassalli, «perché ci sono riforme dei processi civili e penali, aumento delle competenze dei giudici di pace, e cambiamenti nel sistema giustizia che trasformeranno le attività dei tribunali e i presidi stessi. Ma soprattutto ci sono ragioni economiche e sociali di contrasto alla delinquenza per cui la presenza della procura della Repubblica e del tribunale non deve essere messa in discussione. Ma ministro e governo sono stati sordi alle nostre richieste. La presidente del Senato, a luglio ha stralciato un emendamento approvato dal Senato, per la proroga, il ministro senza giustificazione alcuna, non vuole riceverci; non hanno mai risposto alle nostre proposte e decideranno il nostro modo e luogo di lavorare senza interpellarci». Non solo, ad oggi non si sa neanche come si concretizzerà l'accorpamento negli uffici, dei ruoli di udienza, dove e come si svolgeranno le udienze che slitteranno. Insomma gli avvocati fanno sentire di nuovo la loro voce con lo sciopero, l’astensione a Lanciano delle udienze civili, penali e degli incontri di mediazione per il 20 e 21 gennaio. (t.d.r.)
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